Ile de France



lunedì, giugno 05, 2006

 Avrei tanto voluto rientrare a casa per scrivere di aver visto The Host ieri sera; bullarmene un po con tutti i coreanbloggers che han la bava alla bocca da settimane. Invece la Quinzaine de Realisateur te la passano in un infimo cinemino a Clichy, i biglietti non li puoi avere in prevendita e quando arrivi sul posto il cinema è pieno di orientali festanti che hannno comprato tutti esaurito la sala a più di un ora dalla proiezione. Non ti puoi neppure consolare pensando che almeno vedrai Ocelot perchè quello lo passano si, due volte ma non più tardi delle quindici di due giorni lavorativi. Ed allora cosa mi resta se non scrivere due righe su Il Camaino nonostante del film mi sia rimasto un ricordo fumuso? Un film di cui hanno scritto più o meno tutti le stesse riflessioni e su cui tutti la pensano alla stessa maniera. Un po mi dissocio. Sottolineo quello che mi ha colpito: l’inizio e la chiusa, due scene agli antipodi. Il film si apre in maniera giocosa con una parodia di un certo tipo di cinema italiano, supportato per una volta tanto da una recitazione, cosa rara per le opere italiane. D’altro canto la chiusura è nera come la pece, un film che purtroppo è una triste realtà. Ed in mezzo cosa c’è? Una storia sul divorzio discretamente banalotta e senza spunti originali. Molti elementi sono appiccicati un po a caso come l’omossessualità di uno dei protagonisti; senza contare che le riflessioni su B., che tanto scandalo hanno dato, sono sprecate in un film del genere, più efficaci scontestualizzate e riportate su carta oppure in un documentario. Insomma forse dovevo rispettare la sacra tradizione di non più di un film italiano all’anno e starmene a casa.


Inutilmente pensato da Jiro | 20:10 | commenti (2) | Torna su