Ile de France



venerdì, dicembre 30, 2005

Non poteva che essere altrimenti: imperfetto e impreciso ma al tempo stesso più genuino e viscerale. Caratterizzato da realismo che disturba e scandito da un silenzio che tutto copre, Park iniziava la sua trilogia con efficacia chirurgica. Una storia che potrebbe risultare banale e stereotipata nelle mani di un qualsiasi altro resgista, viene trasformata in un racconto intessuto di tristezza e melanconia, inevitabile percorso di discesca verso il drammatico finale. Nessuno potrà veramente cambiare il destino assegnatogli dal fato, tutto è prestabilito, ai personaggi non resta che piegarsi al suo volere. Cade in trappola lo spettatore che si affeziona agli antagonisti entrambi umani, amabili ma entrambi guidati unicamente dalla sete di vendetta. Anche se Park non si concede i raffinati virtuosismi di Lady Vendetta e mantiene uno stile sobrio, ben si adatta alla storia nella quale ci guida passo per passo.


Inutilmente pensato da Jiro | 18:43 | commenti | Torna su