Ile de France
giovedì, settembre 04, 2003

Pirates of the Caribbean: the curse of the Black Pearl, Cerro Maggiore (Mi) 4 Settembre 2003
Per essere un film nato e pensata perché c’è un’attrazione a Disneyland con questo nome, anche se è difficile individuare cose ne è rimasto, è un ottimo film; per essere un blockbuster americano è un ottimo film; per essere un film, è un discreto film.
Vale la pena di sottolineare prima di tutto quello che per me è stato l’aspetto più sorprendentemente del film, e vale a dire il commento musicale. Ogni motivo è coinvolgente, magico, incalzante, e sorprendente, capace di sottolineare, con grande efficacia, tutte le diverse situazioni. Gli altri aspetti tecnici sono realizzati alla perfezione (costumi, scenografie, trucco); sono stati spesi davvero bene i soldi investiti. Unico appunto sugli effetti Cgi utilizzati per creare i pirati fantasma non sorprendono lo spettatore, troppo ben abituato alle continue evoluzioni della tecnologia, e i pirati ricordano da vicino le mummie di recente memoria.
La regia risulta discreta, come spesso accade nelle grandi produzioni, in cui bisogna accontentare i desideri dei produttori, mi viene in mente ad esempio Planet of the apes; Verbinski non ha particolari o originali intuizioni ma non ci sono neppure sbavature.
Come troverete scritto in ogni recensione, Johnny Depp è la vera anima del film, il vero motore, come sempre dimostra di saper recitare; stranamente riesce a far ridere anche col doppiaggio italiano ma sarà sicuramente eccezionale in lingua originale. Di certo se ne accorgeranno i membri dell’Academy che gli tributeranno l’ennesimo Oscar.
L’unico punto debole è la trama che risulta elementare rispetto, ad esempio, ad un film più maturo come Hulk che si presta a varie chiavi di lettura; c’è forse qualche lungaggine di troppo che potrebbe annoiare qualche spettatore il film resta comunque un’ottima commedia d’avventura.
Voto: 7½