Ile de France
venerdì, agosto 15, 2003
Simbad: legend of the seven seas, Avignon 25 Luglio 2003
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Da una parte la forma dall’altra l’anima.
Semplicemente spettacolare. Colori vividi, animazione fluida, personaggi visivamente ben caratterizzati, come eravamo stati abituati dai tempi di The prince of Egypt. L’integrazione tra animazione tradizionale e Cgi, come è già evidente dal semplice trailer, è un passo indietro rispetto a quella di Spirit. Mentre i mostri mitologici non sono ben integrati le trasformazioni di Eris e le sirene, hanno lo stesso strabiliante effetto di meraviglia e perfezione del braccio cybernetico di Lon John Silver. Anche i fondali sono ben dettagliati ed hanno la stessa lucentezza dei personaggi, col solo difetto che Siracusa sembra più una città araba non utilizzata in Aladdin. Il cast vocale francese: Monica Bellucci anche col doppiaggio in lingua francese mostra molti dei difetti, evidenziati al grande pubblico con Matrix Reloaded, ma già presenti dai tempi de Le pacte de loups, quando si autodoppia in italiano; ma come per la recitazione in lingua francese, che si presenta però un gradino sopra a quella italiana, anche nel doppiaggio c’è qualcosa di migliore. Nulla da dire sul resto del cast azzeccato alla perfezione. Le musiche non rivestono il ruolo fondamentale che avevano nei precedenti Dreamworks quindi nessuna particolare segnalazione, sono risultate nella norma di una produzione di questo genere.
La trama è invece abbastanza scontata difetto su cui si può soprassedere in un film d’animazione di 70’ rivolta ad un pubblico in massima parte infantile o pre-adolescenziale; ma è la caratterizzazione dei personaggi e il modo in cui intrecciano le loro relazioni che ha un sapore scontato e stantio. Nessuno è davvero memorabile o originale.
Un vero peccato comunque che a causa del clamoroso flop , la Dreamworks abbia chiuso il suo settore produttivo dedicato all’animazione tradizionale, una grave perdita dopo il blocco subito da Don Bluth. Apprezzo molto anche i film d’animazione in Cgi soprattutto i Pixar e l’opera prima dello studio Blue Sky, ma allo stesso modo trovo terribili i due prodotti Dreamworks e l’ibrido prodotto dalla Disney con Dinosaur; ma vedere che in Usa si abbandoni in maniera definitiva l’animazione tradizionale (pare che anche il futuro della Disney dipenda esclusivamente dal successo di Brother Bear) mi lascia una profonda tristezza.
Voto: 6