Ile de France
venerdì, giugno 03, 2005
Fino a quando vivevo in Italia mi chiedevo come mai così poco della produzione francese arrivasse da noi Grande école è la dimostrazione che certi film dovrebbero essere visti dal minor numero di persone possibili. Mischiato ad un intreccio da feuilleton delle terza rete nazionale, troviamo intermezzi pseudofilosofici, che nell’intento di dare dignità ad un film di serie Z, suscitano ilarità. La storia è la solita banalotta scoperta dell'omossessualità da parte di un giovane ragazzo stereotipato, fidanzato e bramoso di mettere le mani sull'aitante coinquilino stereotipato. Tra di loro altri personaggi piatti inutili e sciatti. La jaquette del dvd proponeva ”momento eterosessuali ed omossessuali di sensualità intensa, lontani dagli abituali cliché” in realtà si assiste alle scene di sesso più banali, stupide e dozzinali che abbia visto da tempo. Due uomini che invece di fare sesso sembrano nel mezzo di una coreografia alla MariaDeFilippi, scene da pseudo porno soft che almeno avrebbero impegnato la mente nel caso gli attori fossero attraenti. Da quest'esperienza ho imparato a diffidare della persona che ha indirittamente consigliato il film e che la critica francese non puo che avere più ragione. Ed infine che quando hai visto il peggio, il peggio puó ancora venire, sublime esempio la scena finale coi protagonisti riuniti in una stanza con gli attori che mostrano la loro pochezza non sapendo come stare e come recitare. Per fortuna l'incubo dopo un'ora e quaranta finisce.