Ile de France
venerdì, gennaio 14, 2005
Guardare Rue de plaisirs e immaginare che chi l’ha realizzato ha ugualmente diretto Confidences trop intimes o L’homme du train lascia un po intontiti. Il film è semplicemente imbarazzante e ordinario nella sua pochezza, un classico triangolo con uomo maledetto, uomo sottomesso e la donna che sfrutta le debolezze dell’uno per aiutare l’altro; il tutto ambientato nel mondo della prostituzione ma senza che questo abbia davvero un peso sulla vicenda. Ha un retrogusto anni quaranta per alcune scelte registiche e musicali, ma non salvano certo un prodotto davvero inutile e stucchevole.