Ile de France



sabato, gennaio 08, 2005

Recuperare film di registi che si sono apprezzati solo in ritardo è un po un problema nelle aspettative che uno si crea. Chacun cherche son chat ha al suo interno molti dei temi e degli elementi che Klapish ha meglio sviluppato e gestito nell’Auberge espagnole. In Italia ho visto il dvd del film ma non so quale distribuzione abbia avuto l’opera, è quindi bene spendere due parole sulla trama. Come dice il titolo lo spunto iniziale è un gatto, nero con una macchia bianca sul collo, che la padrona deve affidare prima di parire per le ferie. Dopo le difficoltà riesce a trovare un deliziosa signora che se ne prenderà cura, ma al suo ritorno il gatto non c’è più. Allora un quartiera si mobilita per ritrovare questo gatto, dal panettiere alla sorpresa protagonista vengono poste domande sugli eventuali sviluppi. Il tutto rappresenta un sorta di pretesto per mettere in luce le insoddisfazioni e le insicurezze della giovane donna. Appunto un’abbozzo di quello che è il suo penultimo film. Mentre in questo i personaggi secondari risultano solo abbozzati e poco svilupppati, nell’Auberge ognuno aveva il suo spazio e la sua precisa identità. Già presente comunque la grande abilità del regista nel stemperare in una commedia riflessioni profonde ed interessanti.

Solo due righe invece su Un air de famille che mi ha davvero deluso; evidentemente tratto da un testo teatrale per l’unita di luogo e di tempo in cui tutto il film si sviluppa. Personaggi con poco appeal e nessun mordente nello script.


Inutilmente pensato da Jiro | 11:08 | commenti (1) | Torna su