Ile de France
martedì, gennaio 04, 2005

Ormai ogni volta che vedo un film che attendo con impazienza ne rimango sempre deluso, a volte il motivo risiede nella pelicola stessa, altre volte nel contorno, spesso in entrambe le cose. Vedere il film di Jeunet in una sala parigina esaurita in cui la temperatura si avvicinava a quella equatoriale non é certo stata un’esperienza da ripetere. A questo si aggiunge la mia stanchezza che in più e più punti non mi faceva capire neppure una parola di quello che gli attori dicevano. La storia raccontata non è in se particolarmente complicata ma, soprattutto all’inizio districarsi tra tutti i personaggi che vengono introdotti e capire quali relazioni li legano non è certo semplice. Lo stile visivo di Jeunet, lascia un po più spazio alla storia che pero appare abbastanza superificiale nel trattare l’argomaento bellico e di sicuro poco originale. La scelta di voler utilizzare, magari solo come comparse, gli attori del film preedente si rivela sbagliata non dando una vera identità alla pellicola ma trasformandola in un secondo termine di paragone. Lo sforso produttivo è stato grande ma non basta certo questo, in France come per i film americani a trasformare un guscio vuoto in qualcosa di più.