Ile de France
domenica, giugno 06, 2004
Come sempre, quando qualcosa mi piace, per di più in maniera inaspettata, è difficile ricercare le vere motivazioni, ed i perché, resta di fatto che, davvero a sorpresa, The day after tomorrow mi ha rapito, rivelandosi tra i migliori o forse il migliore block-buster della stagione. Nessuno degli articoli della stampa che hanno fatto salire alle stelle l’attenzione del pubblico è stato davvero esaustivo o approfondito sulle tematiche che affronta il film. Lo stesso film è molto più superficiale degli articoli stessi, il rovesciamento climatico è un semplice pretesto per ambientare un film d’azione tra i ghiacci, su questo sfondo si muovono i soliti personaggi bidimensionali che potrebbero descrivere il loro carattere con un’unica parola. Le loro storie hanno come unica funzione quella di fare da collante tra le varie scene spettacolari e da primordiale contorno agli effetti speciali. Il mio personale coinvolgimento deriva dalle stesse tematiche ecologiche, in parte vicine ai miei studi e comunque molto attinenti ad un interesse personale. Difficile individuare quale sia la molla che ti tiene attento e partecipe in un film così tanto pieno di retorica patriottica, capace sì di ridurre ad un ghiacciaio gli interi Stati Uniti, ma di propinare un finale in cui gli americani hanno il sorriso sulle labbra, il sorriso di un popolo vincente nonostante tutto. Mi auguro unicamente che possa sensibilizzare almeno una minima percentuale del pubblico sul rispetto e la tutela dell’ambiente.