Ile de France
sabato, febbraio 14, 2004

Risorse umane non è un film in senso stretto, si tratta più propriamente di un saggio visivo sul mondo del lavoro e in particolare sulle conseguenze dell’introduzione della legge delle trentacinque ore. Essenziali e curati sono unicamente i dialoghi, la musica è totalmente assente, solo il suono della fabbrica e delle presse, anche la regia è discreta e come se tutto fosse visto da un timido spettatore; il centro di tutto devono essere le riflessioni e le considerazioni di tutti i personaggi. Mi ha fatto venire i brividi vedere un uomo prossimo alla pensione, che quando avrebbe avuto la possibilità di godersi finalmente la vita, di vivere davvero, sembra non avere nessun interesse nel poter decidere da solo come impiegare il suo tempo, senza un caporeparto che lo richiama e lo guida ogni ora. Saranno fuori luogo le mie considerazioni, in fondo il mondo del lavoro non l’ho ancora ben conosciuto, eccezion fatta per l’esperienza dei dieci mesi di servizio civile. Ancora non ci sono dentro è già vedo il responsabile o il superiore che con un ricatto di pochi spiccioli al mese, come un demonio, prosciuga la vita di tutti i dipendenti. Il lavoro serve principalmente a fornire i soldi per vivere ma anche i soldi da spendere per diminuire lo stress che il lavoro fa nascere. Si lavora di più per avere più soldi da spendere e sentirsi meglio ma si è più stressati e si vogliono ancora più soldi da spendere per svagarsi. Visione pessimistica riduttiva ed infantile, forse, in fondo ci sono persone che hanno la fortuna di fare un lavoro che gli piace e che quindi non diventa una perdita di tempo ma una sorta di passatempo divertente, ci sono persone che lavorano solo fino alle quattro del pomeriggio, e che hanno quindi anche del tempo, sempre poco, ma lo hanno, da dedicare a loro stessi e agli affetti. Ma chi invece impiega ore per arrivare sul posto di lavoro e poco retribuito e ha solo un misero giorno ogni sette per vivere? Poi vedo mio padre in pensione ormai da anni che invece di uscire, leggere, guardare film, non fa nulla di tutto questo passa le giornate sbrigando le questioni di casa o aspettando alla finestra che mi madre torni dal lavoro, ai miei occhi potrebbe iniziare ad impiegare meglio il suo tempo, a lui probabilmente non interessa e neppure ci pensa, ma questo mi rattrista tanto, nonostante il poco affetto che nutra per lui.