Ile de France
venerdì, marzo 23, 2007
Togliamoci subito il pensiero prima che tutti lo vedano, anche in Italia, e si mettano a gridare al miracolo : 300 è una puttanata pazzesca. Che Miller non sia propriamente un autore di sinistra è chiaro a chiunque conosca almeno una delle sue opere ma prima d'ora non avevo letto nulla che arrivasse a tali eccessi; come sia il 300 su carta non lo so, ma non mi sono sentito in obbligo di doverlo conoscere prima di vederee magari apprezzar il film. Si possono avere due atteggiamenti o ci si crede fino in fondo o si inizia a dubitarne da subito. Chi come me sta con i dubitandi ha iniziato ad aggrottare il sopracciglio fin dall’inizio e continuerà ad avere il viso paralazzato con la stessa espressione fino all’ultima testa mozzata. E’ incredibile come certe scene siano involontariamente comiche e ci si chiede se si poteva essere preparati a tanto e quando il fondo del barile sarà toccato. Ci si accorge pero di essere nel posto sbagliato quando applausi a scena aperta accolgono l'ennesimo passaggio di strage sanguinosa, violenta e sopra le righe, come se Leonida fosse un esempio per tutti. Senza dimenticare come questa scena è girata: zoom in/out, stop/slow/fast motion; vero game-cinema-over. O si rimane indefessi e convinti o si getta la spunga. E che dire del patriottismo da destra estrema, alla quinta volta "Affettiamo tutti come il prosciutto per SPAAAAAAAAAAAAAAAARTA!!!" con sputazzi di saliva compresi, non si possono più fermare i conati di vomito. Ecco penso ora a quanto sia recitato all'eccesso, queste improbabili battute pronunciate anzi sempre e solo gridate. In fondo c'è anche di peggio come guardare il wrestling.
lunedì, marzo 19, 2007
La città proibita è il film adatto a passare una serata con gli amici che ti vogliono portare sempre a teatro perchè per loro il cinema non è abbastanza in. Ogni volta gli dite che non fa per voi e non volete accotentarli ma almeno potete portarli con voi. Mi sembra quindi chiaro quale aggettivo definisca ed inquadri meglio la pellicola, faro uno sforzo immane per non citarlo nelle poche ricghe che seguiranno. Cominciamo da quello che balza subito all’occhi : uno spettacolo visivo abbagliante, ogni dettaglio è curato alla perfezione, inevitabile sottolineare costumi e set. Scenografia che risulta ancora più spettacolare se si pensa che è stata veramene costruita, sempre che Gong Li non l’abbia affermato solo per prender in giro il pubblico. Forma a parte anche i personaggi sono tratteggiati in maniera melodrammatica, protagonisti shakespeariani arsi dalle loro passioni. Gli intrighi di famiglia in cui ognuno ha qualcosa da nascondere a qualcun altro sembrano usciti direttamente dal mélo anni cinquanta. Ogni aspetto succitato si puo leggere in entrambe i sensi, limiti e pregi del film che chiude, forse una trilogia davvero spettacolare (Le acconciature di Gon Li di questo capitolo valgono da sole il prezzo del biglietto.) ma non altrettanto avvincente a livello di scittura.
giovedì, marzo 15, 2007
Uno spera che in un mese durante il quale al cinema c’è stato poco, è riuscito ad abbozzare una mezza riga divertente su Bobby ed a riscrivere quello che tutti hanno scritto su Iwo, ovviamente prima di leggerli questi tutti ed avendo quindi poca voglia di render pubbliche le proprie annotazioni in fondo sono quelle che gli altri avevano fatto. Insomma uno si piega per la prima volta a vedere sui torrenti un film, dato che l’uscita locale sarà presvista tra un paio d’anni (La Finestra di Fronte è uscito in Francia dopo essere passato su RaiUno e Cuore Sacro ancora non è apparso, per fortuna loro aggiungerei.), sperando di avere qualcosa da scriverne. Non promosso dalla stampa locale ero completamente all’oscuro della trama, in fondo nel trailer si vedono solo gli attori che ammiccano. Dopo cinque minuti era chiaro che mi sarei visto un’altro pippone triste in cui tutti avrebbero sofferto come cani. Il dubbio permane unicamente sul come: faranno di nuovo uscire l’Aids dal decennio 80 o si inventeranno altro? E non sono stato deluso, un po ti fai trasportare nei momenti di fragilità emotiva ma sui titoli di coda pensi a The boby pensi a Joss Whedon e capisci che in fondo hai buttato via due ore non in brutto film ma in qualcosa che non ti ha cambiato di una virgola. In certi momenti la vita è difficile senza che i film ci ricordino anche loro quanto lo è.