Ile de France
mercoledì, giugno 21, 2006
Venti arrondissement(s) diciotto cortometraggi, non chiedetemi chi sono gli esclusi io mi accontento del fatto che quello dove abito io c’è. Una ventina di registi, un paio hanno lavorato in coppia, qualche attore famoso che magari non pronuncia una parola. Una Paris da turista e l’amore, quasi sempre di coppia al centro di ogni corto. Com’è prevedibile operazione commerciale riuscita a sprazzi con due portate sopraffine, una serie di piatti insipidi e un vomitevole saccetto di pattumiera. In ordine sparso i premi assegnati alla pellicola:martedì, giugno 20, 2006
Non avrei scommesso mezzo centesimo su quelle macchine con gli occhi, già non le detestavo da bambino nei vecchi short Disney dei bei tempi, ed invece. Invece Cars ed un altro bersaglio centrato dalla Pixar. Chiariamo subito che chi si aspettasse qualcosa in più forse dovra ripassare all’appuntamento con Ratatouille. Lasseter non è stato capace di inserire la fatidica quinta marcia. Tolto il piccolo sassolino dalla scarpa Cars è un film stupefacente. La regia della corsa che apre la pellicola è qualcosa di mai visto in un film d’animazione, perfetta e sublime. Vetta che viene raggiunta anche nel finale. In mezzo una storia classica che rimescola i valori cari al demiurgo Pixar: amicizia e spirito di gruppo in primis. Anche i protagonisti sono quanto di più classico ci si possa aspettare: il protagonista pieno di sé che imparerà ad amare, il vecchio giocatore con una ferita ancora da rimarginare. Si lascia un po da parte l’ironia delle prime opere Pixar buttandosi sui buoni sentimenti tanto cari alla Disney, e la straordinaria bravura di Lasseter viene proprio dalla capacità di raccontare una storia classica coinvolgendoci come fosse la prima volta.
giovedì, giugno 15, 2006
Chi malsopporta lo spocchioso Soderbergh si astenga Keane non poteva che essere prodotto da lui. Camera a mano immagini non filtrate, un’ora e mezza attaccati alla nuca di Mr Keane. E cosa capiamo, poco davvero poco. Sarà davvero un Rainman vent’anni dopo? Davvero suo figlia è stata rapita per colpa sua, quell’articolo di giornale parla di lui o di qualcun’altro? Quanto di quello che si vede è proiezione mentale quanto cruda realtà. Forse l’aspetto più interessante è il racconto della sua paternità negata. Ci sono tanti spunti in questa direzione: il suo rapportocon Kira costituisce il vero punto di forza. La scena in cui la spia la decisione finale che prende, ogni inquadratura stimola reflessioni personali sul tema anche in maniera lato sulla maniera di rapportarsi ai bambini. Manca pero una sorta di continuità, la scena dell’amplesso in discoteca è forzata e inutile, non aggiunge nulla al complesso Mr Keane. Per quanto imperfetto possa essere almeno non lascia indifferenti.
lunedì, giugno 05, 2006
Avrei tanto voluto rientrare a casa per scrivere di aver visto The Host ieri sera; bullarmene un po con tutti i coreanbloggers che han la bava alla bocca da settimane. Invece