Ile de France



mercoledì, maggio 31, 2006

Cosa ci aspettiamo da X3? Tanto sesso? Nooo ed infatti per quello andiamo a vedere XXX3, allora tante battute spiritose? Nooo, anche perché il suppllente di Singer ha già dimostrato quello che sa fa fare su questo fronte, e ci fidiamo di quanto letto, e poi Cars esce solo tra 14 giorni. Effetti speciali a Go-Go? Nooo di quelli ci siamo un po rotti i maroni perchè tanto ormai sono tutti uguali. Allora cosa resta muble mumble un cattivo super cattivo? Nooo perchè la Phenix è meno terrificante della Willow-occhineri-season6diBuffy. Non so se la visione pomeridiano del finale della seconda stagione di Lost mi abbia gustato la successiva serata al cinema, il confronto è impietoso, o se sono stati i preconcetti su *insierireilnomedelregistasconosciuto* a guastarmela. Sta di fatto che trovato il film una mezza sola, parlando in termini prettamente tecnici. Quale senso ha inserire, o pretendere di aver inserito, personaggi come Arcangel e Colussus se poi si vedo in 5 insignificanti minuti scarsi di pellicola? Cento minuti scorrono in fretta se ci sono 15 personaggi da gestire ancor di più se si vuole fare una strage di metà di questi e introdurre i nuovi. Il primo X-men era arrivato prima del primo Spidey ed aveva indubbiamente un appel fino ad allora mai visto in un film tratto dai comics Marvel, anche il secondo capitolo si manteva dignotosamente in piedi (Ma noi già ci eravamo accorti che Raimi sa fare di megli anche con la zavorra Kirsten*sonounafessa*Dunst), ma perchè ho trovato questo terzo capitolo tanto modesto? La storiellina è banaluccia, un riassuntino scritto da un bambino, ed è un vero peccato visto che il materiale di partenza non mancava di certo in più che potevano presentare la saga di Fenice. Nessuna scena risulta memorabile o avvincente, nessun attore sembra crederci più e allora perchè fare un altro film? Va beh lo $o lo $o.


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venerdì, maggio 26, 2006

Chi si aspettasse d’assistere ad un capolavoro andando a vedere nuovo film della Coppola, rimmarà deluso. Ma forse nessuno si aspetta questo, io per primo. La figura della regina di Francia è stata, per me, resa mitica dalla Ikeda, che col suo manga ma sopratutto grazie alla trasposizione animata che ne è stata tratta (Lady Oscar). I personnagi che routano intorno alla corte di Francia sono tragici animati da passioni e sentimenti forti, destinati tutti, indistintamente, a soffrire non solamente per malattie incurabili. Sofia Coppola attualizza la storia puntando di nuovo i riflettori su un’adolescente che ha perso ogni punto di riferimento, privata adolescente della sua famiglia e deportata a forza in un mondo che non è il suo. Se si lasciano da parte  usi e costumi, Versailles non sembra poi tanto diversa da Tokyo. Ed ancora con lo stesso stile la Coppola gioca più per sottrazione: una prima parte giocata sui silenzi, sui pomposi gesti della corte a cui la povera Antoinette deve dopo lo stranimento inizialme adeguarsi. La regina trova anche lei un’isola felice per sfuggire a convenzioni e responsabilità nell’alcool e nel gioco d’azzardo. Ed è proprio questo il limite della pellicola, invece di concentrarsi su un periodo preciso della vita a corte si sceglie di raccontare il più possibile, ma le accellerazioni temporali della seconda parte nuociono alla credbilità. Lo spettatore non ha il tempo di capire se la regina sia maturata, come abbia potuto affrontare i dolori dei numerosi lutti, che madre sia stata. Data l’esigua durata del film avrei preferito si fosse concentrata su un periodo ben preciso della vita; il risultato sarebbe stato indubbiamente più coerente ma il film l’ha realizzato qualcun’altro. E per fortuna anche la Marie-Antoinette della Coppola resterà qualcosa che non si dimetica facilmente.


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venerdì, maggio 05, 2006

Un giovane parigina eredita una piccola fortuna da una lontana parente, deciderà di spenderla sulla Costa Azzurra. Qui incontrerà Stéphane, truffatore di professione. Lui ama i suoi soldi, lei ama lui (E come poteva essere altrimenti dato che è José Garcia a dargli corpo). Come finirà? Classica commedia di coppia dagli sviluppi prevedibili. Le quattro stelle del titolo si possono attribuire unicamente al cast. Il bel José è stato da sempre abituato a interpretare questo tipo di ruoli e riesce sempre ad infonder al personaggio vero ardore e passione. Isabelle Carré è una spalla adeguata. Esclusi questo il film si trascina troppo a lungo finendo per stancare. L'introduzione del pollo di turno, l'ex-pilota interpretato da Cluzet, da un po di respiro al film; pur avendo anche questa una chiusa prevedibile. Se si chiudono gli occhi su una realizzazione ordinaria e su sviluppi poco credibili, e sopratutto se ci si attende un gradevole passatempo non si rimarrà completamente delusi.


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mercoledì, maggio 03, 2006

Per quanto Gans ci avesse già propinato un leone in armatura come voracissimo cattivo, l'amavo ancora. Effettivamente Le pacte de Loups cadeva in una seconda parte fastidiosa, gliela perdonavo per l’ottimo e solido inizio. Nonostante da un videogioco non derivi mai qualcosa di buono ho malauguratamente dato una possibilità a Silent Hill. Peccato che tutti i registi che vanno a Hollywood lascino il loro cervello sull'aereo e vengano cannibalizzati e omologati a mestieranti che, là, crescono come funghi. Silent è tanto inutilmente noioso e complicatamente semplice che faccio parlare qualqun altro al mio posto.

 

Sevy-pam ci dice che è "semplicemente il miglior adattamento di un videogioco" omette pero d’aggiungere che lei oltre a questo ha avuto la fortuna di vedere unicamente Street Fighter e Super Mario Bros. Il buon Bein ci dice che "la fine ... rimette tutto in questione"; ma bein caro confessalo pure tu che della trama non si capisce una benemeritamazza, che quando la protagonista ci dice che come premio per aver vinto il gioco ci rivelerà la verità in realtà allinea le poche manfrine che anche i popcorn manguicchiati e che giacciono a terra dallo spettacolo precedente avevano capito. E giovialmente aggiunge " ci viene negato ogni tipo di personaggio caricaturale", tralascia il fatto che in sala ha russato per più di un'ora. Si è cosi perso le scene in cui la protagonista infastidisce le nostre orecchie coi suoi stilli e, cinque nanosecondi dopo aver chiuso le fauci, dice all'altra protagonista che l'importante non è farsi sopraffare dal terrore. Shiroiis ci illumina "Altro punto forte è l'origninalità della trama" e mi chiedo dove abbia noscosto la sua macchina del tempo perchè evidentemente dopo le slapstic di Baster Keaton non ho frequentato molto le sale e non puó che essere uno che viaggia di secolo in secolo. Clement55 è un vero diasadattato, vuole del male a tutti, altrimenti non si spiegherebbe come mai ci dice "Lo consiglio a tutti". E per concludere la rassegna Oogie incide a chiare lettere una massima "Si tratta di qualcosa mai visto al cinema" forza tutti coro "E per fortuna!". Altre 119 persone (Per ora.) cercano di convincermi che non ho visto quello che ho visto.

 


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martedì, maggio 02, 2006

Caro Kim questa non ce la dovevi proprio fare. Mi realizzi un discreto film sulla scia dei new horror, che se escludiamo la solita deforme capellona, risultava gradevole e ben diretto. Ora con cosa ti ripresenti? Con un film Park-deipoveri-style, d'accordo magari anche tu avrai qualcosa da dirci sulla voglia di vendetta del protagonista ma pensi di farlo cosi? Ma te lo sei guardato il tuo film? Nei primi cinque minuti con accozzagliandoci i tre protagonisti uno dopo l'altro ci fai già capire tutto quello che succederà fino alla fine. E perchè dovremmo poi restare in sala per altre due ore? Capisco che ci metti quella chiosa finale ma i Baci li abbiamo mangiati anche noi, e anche se non abbiamo trovato la tua frasettina ad effetto sappiamo che l'hai copiata da li. Il fatto che hai visto Olboy non ti da il diritto di ripresentarci una medesima scena di furia cieca. Credi che non ti scopriamiamo, credi che noi l'abbiamo già dimenticato il buon Oh in favore di quel tuo emaciato attore bambolone con la frangetta? Caro Kim sei proprio un ingenuotto. Ma noi ti freghiamo eh si perchè veniamo all'anteprima gratuita e fortunatamente non spechiamo neppure un centesimo per il tuo fotoromanzo patinato.


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