Ile de France



lunedì, ottobre 31, 2005

Ripensandoci a mente fredda l'unica parola che mi viene in testa riguardo a Casshern è disfatta. Assisti al naufragio di una nave che miseramente affonda sotto i suoi colpi. Io speravo di ritrovare qualcosa del buon vecchio Kyashian, uno dei cartoni animati dell’infanzia, di cui il film dovrebbe essere una sorta di trasposizione live-action, ma a parte qualche strizzatina d'occhi alcuni aspetti del desing nessuno dei miei ricordi è finito nella pellicola. L'impressione è quella di voler condensare una sere con tanti aspetti e potenzialità in poco più di due ore, facendolo sia male per le scelte delle scene montate, e sia in maniera sconfusionata, lo sviluppo della storia resta in più punti incomprensibile. Il film ha molte cadute di tono, confesso di aver fatto fatica a tener aperte entrambe le palpebre; molti momenti di falso lirismo rasentano il ridicolo, cosí come le acconciature di tutti. Prima di Sky Captian, glielo riconosco, ma maniera più imperfetta commistione di attori live action e set virtuali, senza che il  risultato possa accattivare l’interesse dello spettatore. Consigliato solo in caso d'insonnia.

 


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domenica, ottobre 30, 2005


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martedì, ottobre 25, 2005

Mar Adentro è un incredibile film sull’amore. L’amore protettivo e adolescenziale di Rosa che cerca di ergere una fortezza invisibile per difendere Ramón, che lo vizia e vorrebbe trasformare nell'uomo che desiderebbe avere al suo fianco. L’amore adulto di Julia, colta donna di città, che vive un relazione essenzialmente più matura col protagonista. L’amore di Ramón verso suo nipote, un amore di un padre verso un figlio, come viene detto in maniera esplicita nella pellicola stessa. Manuela è una madre che si prende cura del figlio non facendogli mancare nulla. E c’è quello che nel film è l’amore più nascosto l’amore del padre di Ramón, fatto di pochissime parole di sguardi che non si incrociano ma di un calore palpabile quando sono entrambi nella stessa stanza. Ramón cosí razionale da volersi privare dell’amore, ma talmente abile da sedurre sottilmente chiunque gli stia attorno e capace di far innamorae chiunque con quegli occhi egualmente tristi e sorridenti. Mar Adentro racconta la vita in maniera profonda nella sua espressione più sublime.

 

 


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venerdì, ottobre 21, 2005

L'ultimo film di Chabrol, nonostante la previdibilità della trama e la scontatezza di alcune soluzioni, si apprezza per l'atmosfera sombra, la realtà vista attraverso gli occhi del realizzatore ha comunque il suo fascino. La storia è quella di un amore assurdo, come assurde sono le singole metà della mela. Una donna che vive nella realtà che si costruisce attraverso le sue regole ed un umo che più si fa del male più ha voglia di farselo. Un viaggio nel profondo dell’animo umano non memorabile ma pur sempre finemente costruito e raccontato.

 


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venerdì, ottobre 21, 2005

Purtroppo il paragone col suo predecessore è inevitabile, Nightmare before christmas è un film che mi ha segnato, per l’amore viscerale nato fin dalla prima visione, accresciuto ad ogni revisione in vhs e in dvd. Attendevo da anni questo film, James and the Giant Peach era stato un mezzo buco nell’acqua, troppe scene girate dal vero per potermi piacere, è finalmente il sogno si è fatto realtà. Corpse Bride è una dolce favola, la storia si intuisce ampliamente dal solo trailer, ma sono le atmosfere i personaggi a renderlo memorabile quasi quanto il suo decennale antenato. L’animazione a passo uno si è talmente evulota da fornirci una fluidità che sbalordisce, il velo della sposa è la summa del lavoro dei realizzatori. Anche il carachter non ci fanno rimpiangere Sally e Jack, nonostante il gioco dei rimandi sia in troppi punti fin tropo palese. Qualche minima perplessità sulla colonna sonora, inferiore almeno al primo impatto, ma indubbiamente un film che no smetteró di rivedere da oggi in poi.

 


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martedì, ottobre 11, 2005

Gli echi veniziani e il trailer insipido mi avevo in parte preparato, ma non certo ad annoiarmi a tal punto. Un vero film deciso a tavolino costruito secondo gli schemi del blockbuster moderno, quel werewolf che ricorda tanto gli effetti di Van Helsing. La foresta è solo un sbiadito rimando burtoniano, incapace di creare paura come una vero luogo del male dovrebbe fare. Non c'è una sola scena che non rimandi a qualcosa di già visto, nessuna scene scena di cui non si capisca, già prima del suo interminabile sviluppo come si terminerà. Perfetto esempio ne è l'interminabile scena d'azione finale, faraginosa e previdibile in ogni sfaccettatura, salvo che per la rottura. Una storia complicata ed incomprensibile ma infinitamente banale. Ancora una volta mi chiedo come la Bellucci sia potuta arrivare a tanto, ancora non mi capacito di come si parli sempre della sua presenza nei film, in televisione sui giornali e sulle locandine, quando compare per massimo cinque minuti, fortunatamente perché di più sarebbe davvero troppo, malauguratamente perchè la pellicola l'ha in parte guastata. Come il suo nome possa essere di richiamo per un film quando in qualsiasi lingua parli è semplicemente imbarazzante. E cosi, anche diretta da Gilliam, in un inglese incomprensibile se non aiutati dai sottotitoli, ci fornisce la solita prova da recita di parrocchia. Interessante unicamente i rimandi ai racconti dei veri Grimm, troppo poco per chiunque mestierante figurarsi per Gilliam.


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domenica, ottobre 09, 2005

Quando ho capito che ormai era arrivata la fine l’unico pensiero che ho potuto esprimere è stato: “Tutto qui?”. Si è parlato talmente tanto di The Grudge ma è solo semplice filmetto horror da due soldi, senza anima e incapace di fare paura. Forse prima dovevo documentarmi meglio e notare che neppure l’originale Ju-on, secondo qualcuno, vale quanto le opere di Nakata. Almeno ho visto la versione unrated. Secondo le nobili fonti questa consta di ben OTTO paurosi minuti in più. Sono state prolungate alcune scene in cui si vede del sangue o accentuati gli elementi truculenti. Anche se in realtà a me sembrano ancora molto accennate le scene che dovrebbero spaventare. Forse l’unico allungamento interessente è il flashback che ci mostra quanto è successo davvero nella casa del film, non ci tengo peró a verificare se la versione cinematografica è sensibilmente inferiore, come le nobili fonti suggeriscono. Dalla catastrofe totale si salva la narrazione ad incastri che almeno evita lo stato catatonico totale. Trovo davvero incomprensibile la scelte di rifare lo stesso film sugli stessi set e nella stessa città con cast americano senza apparente giustificaziane sul perchè tutti siano cosí spaesati.

 


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venerdì, ottobre 07, 2005

Difetto comune a tanti film degli ultimi anni è la totale mancanza del senso della misura, purtroppo anche l'ultimo film di Haneke non gli sfugge. Ben vengano i film lunghi anche più di due ore quando si ha qualcosa da raccontare, quando si aggiungono elementi alla storia ma quando ci sono scene scontate o allungate all'inverosimile si causa solo uno stemperarsi di tensione ed interesse. Tornando a Caché citazione obbligata per Maurice Bénichou, estremamente convincente nonostante il ruolo marginale, o forse semplicemente particolarmente attraente. Qualche dubbio sugli intenti del regista, che voleva sicuramente risvegliare nello spettatore i sentimenti di colpevolezza anche per gli scheletri nell'armadio della nostra infanzia, pero pero... Non è forse esgerato addossarsi o far addossare sulle spalle di qualcuno la colpa del fallimento di una vita? Sono proprio solo i soldi che permettono un'istruzione ed un ruolo di prestigio nella società? Ho trovato questo aspetto davvero esagerato, una maggiore cura su questo snodo della sceneggiatura avrebbe accresciuto la credibilità e meglio guidato dubbi e angosce che il film semina solo marginalmente.


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lunedì, ottobre 03, 2005

NightWatch si farà sicuramente ricordare come "il blockbuster russo distributo in più di X paesi" piuttosto che per i meriti del film stesso. Prima di tutto davvero deludente che un film russo per avere successo nel mondo debba essere una copia dei film americani che invadono le sale di tutto il mondo, che abbia poco anche in termini di ambientazioni che lo differenzi da tutto quello che si vede sempre in sala. Rimescolare il solito ed eterno tema della lotta del bene contro il male puo essere interessante nella misura in cui lo si fa con personaggi avvincenti, in maniera originale o almeno comprensibile. Nightwatch non ha nulla di tutto questo, faraginoso e incomprensibile in piu punti, confuso tanto quanto per script e regia. Unico merito il dissimulare abilmente, semplicemente col buio, i limiti di budget, anche se una trappola tesa agli spettatori è mettere nel trailer tutte ma proprio tutte le scene in cui i soldi per la CG sono stati spesi. Un in cui l'abbano dei poveri spettatori in sala segna un tasso talmente alto da battere quello di Immortel (Ad Vitam).


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