Ile de France



martedì, maggio 31, 2005

Lo vengo a sapere in ritardo, quando l’ultima diretta è già archiviata, quando le lacrime sono già state versate sul suo volto e quando la notizia era già risaputa da tempo. Purtroppo non posso più semplicemente accendere la radio e trovarmi Deejay, come facevo ogni giorno da anni. Deejay è una delle poche cose dell’Italia che mi manca. Lo sa benissimo chi la ascolta che per noi fedeli è una sorta di famiglia allargata, sono parenti che ti riempiono di confidenze e che, proprio perchè non ti conoscono, ti vogliono piu bene dei veri parenti. Paola è stata con me in tanti momenti. E’ praticamente con lei che ho iniziato, le sere del penultimo anno di liceo quando lei leggeva, per l’ultima stagione, le paolettere. Paola mi ha fatto compagnia nei mesi d’Agosto trascorsi a casa con il suo sorriso e la sua carica. Tante volte mi ha fatto sorridere, tante volte mi ha portato il buon’umore e mai lo saprà. Mi mancherà, anche se l’ho abbandonata negli ultimi tempi, il sabato mattina non l’ho mai veramente ascoltata e negli ultimi mesi più che mai essere davanti ad un pc di sabato non mi è stato possibile. Basterà girare la manopola o digitare un altro url, ma non sarà mai come prima, ha cambiato casa ed è un’altra persona che ha segnato un periodo della mia vita che lascia la famiglia.

 


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domenica, maggio 29, 2005

Arsène Lupin è la riprova che Salomé dovrebbe fare qualsiasi professione al di fuori di quella di regista, la persona in questione ha infatti partorito anche l’ultimo Belphegor. Il film è un completo buco nell’acqua, sullo scorrere dei titoli di coda mi domandavo quale fosse la sorte occorsa ad uno dei protagonista, dato che il film incredibilmente lungo e faraginoso si perde anche nella trappola dei finali molteplici privi di ogni interesse. Lasciando perdere che scialbo ladro sia diventato il Lupin2003 in questo film ed appunto la risibile e mal organizzata trama, il difetto principale è proprio la regia. Ogni inquadratura è sbagliata, stacchi movimenti di camera che forse nell’intenzioni del regista vorrebbero creare pathos ed emozione sono solo imbarazzanti e danno al film un tono da feuilleton di quart’ordine. Mai visto un film in cui si dirigono tanto male gli attori riducendo a zero la loro credibilità nel ruolo che recitano. Nonostante il budget elevato anche gli effetti speciali non tutte le scene possono dirsi veramente riuscite. Beh mi consolo guardando la locandina che è forse la cosa migliore del film. Nota di costume: per la scena ambientata in Place de l’Opéra la piazza è stata davvero chiusa e riempita di terra per riposrtarla indietro nel tempo. Peccato fosse molto più interessante il servizio del telegiornale che vidi ai tempi della produzione, piuttosto che quello che è stato montato nella pellicola.

L'uscita italiana era prevista per Novembre, che i distributori abbiano visto il risultato e abbiano capito che era una mossa sbagliata?


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mercoledì, maggio 18, 2005

Già per gli altri film che vedo difficilmente mi girano in testa opinioni particolarmente originali, con l’ultimo episodio della trilogia è ancora più difficile mettere su carta qualcosa. Mi sono divertito, ma era successa la stessa cosa con Epidode I e II, e so che non è capitato praticamente a nessuno. I fan hanno già sezionato ogni inquadratura sapevano ogni minimo passaggio prima di oggi. Non è neppure difficile per uno spettatore appasionato capire cosa succederà perchè conoscendo il prima ed il dopo di originale si trova davvero poco. L’unico aspetto che mi ha lasciato un po perplesso è Palpatine, non per demerito di Lucas. Ma tra l’articolo ironico uscito su FilmTv ai tempi di Episode II e la somiglianza col papa piuttosto che risultare inquietante ed essere l’incarnazione del male mi suscitava ilarità ogni volta che appariva sullo schermo. La diabolica somiglianza papale addirittura si accentua in alcune scene in cui gesti ed abbigliamento sono davvero quelli di un pontefice.

 


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domenica, maggio 15, 2005

Le Péril jeune, secondo film di Klapish, corre sul filo dei ricordi di un gruppo di amici che si ritrvano, tutti o quasi, per la prima volta, dopo la fine del liceo. Ripercorreranno cosí insieme le loro avventure dell’ultimo anno prima del Bac. Giocato in maniera equilibrata sui toni della commedia e quelli del dramma, il film è attraversato da un’atmosfera nostalgica. Il cast messo insieme tra giovanissimi non professionisti ha segnato il debutto di Roman Duris, diventato l’attore feticcio del regista, e Vincent Elbaz; l’alchimia si sente ed è forse l’elemento più valido della pellicola. La messa in scena è semplice ed efficace ma proprio come i ricordi che sopraggiungono a casaccio il film incorre, in parte, nel difetto di giocare troppo sull’accumulo piuttosto che sulla consequenzialità. Tra i bonus del dvd francese l’incontro dieci anni dopo degli attori principali del cast in una brasserie parigina. Realtà che si fonde con la finzione quando un gruppo di persone che ha condivisio l’esperienza di questi venticinque giorni di festa, tanti ne sono serviti per girare la pellicola, si ritrova per la prima volta, essendosi persi di vista dopo la promozione della pellicola.

 

E tra meno di un mese nei cinema il seguito dell’Auberge Espagnole: Les poupées Russes, di cui non è peró ancor disponibile nessun trailer.


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mercoledì, maggio 11, 2005

In concomitanza con l’uscita nelle sale italiane sono riuscito ad avere tra le mani il dvd di Old Boy, scriverne qualcosa dopo quello che ho letto sui vari blog e l’entusiasmo violento che numerosi bloggers hanno nei confronti della pellicola mi mette in soggezione. Ho paura che da un momento all’altro qualcuno armato di martello bussi alla porta di casa o che non bussi neppure. Sul valore della pellicola non ci sono dubbi, il cinema ha davvero bisogno di film in cui ci sia una storia originale ed emozionante da raccontare. Anche sulla regia quasi nessuna riserva, salvo sul tanto osannato piano sequenza che mi ha lasciato piuttosto tiepidino. Qualche minimo dubbio sul ritmo che in alcuni punti scende sotto i livelli di guardia ma dopo aver sentito Park Chan-wook commentare le scene elimnate ad un regista cosí perdono quasi tutto.

 


Inutilmente pensato da Jiro | 17:46 | commenti (5) | Torna su


domenica, maggio 08, 2005

L’intento evidente era quello di rimescolare un po tutti gli ingredienti che fecero il successo di Gladiator per ottenerne lo stesso risultato. Abbiamo qunidi un eroe che perde la sua famiglia, un padre putativo, una spalla in questo caso non di colore, battaglie epiche sotto la neve o sulla sabbia, una combattuta storia d’amore. Il problema è che Gladiator era, pur pieno di difetti, nettamente più riuscito. Punti deboli che non sono neppure tutti imputabili al film stesso, ormai di film pieni di battaglie ne escono uno a distanza di pochi mesi dall’altro e nessuno ha una vera connotazione. Il volo pindarico sulle truppe di un Alexander vale tanto quanto quello filmato da Scott. E’ la storia sopratutto a mancare, nessun interesse si prova per il protagonista, non ci si preoccupa proprio di quale sarà la sua sorte. Praticamente nessuna delle scene di dialogo puo dirsi riuscita, si è costretti a sentire un’accozzaglia di claim pubblicitari di dubbia riuscita. E la lunghezza fa diventare il tutto qualcosa di veramente insostenibile. Unica nota positiva, forse per la sua originalità, Edward Norton ed il suo Belfagor re di Gerusalemme.

 


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