Ile de France
venerdì, aprile 29, 2005
Di poco inferiore rispettoa Millennium Actress a livello registico, ben superiore il livello di narrazione. Di Tokyo Godfathers tutti hanno già scritto, a ragione, un gran bene. Non si puó non restare conquistati dai tre protagonisti e dalla macchinosa trama, dai momenti commoventi a quelli ironici. Fossero tutti cosí i film d’animazione usciti negli ultimi anni.
lunedì, aprile 25, 2005
La prossima volta che riceveró dei biglietti omaggio per il cinema diró: “Non, Merci!”. Per la terza volta su tre il biglietto gratis ha come conseguenza due ore di noia. Tratto da un romanzo di Agatha Christie, Mon Petit Doigt M'a Dit…si presentava dal trailer come un film giallo girato sui toni della commedia, peccato che fallisca inesorabilmente su ogni fronte. La cosa peggiore vedendo un film è di trovarlo interminabile ed in questo caso ogni sequenza avrebbe potuto tranquillamente esssere accorciata di un paio di minuti, alcune scene fanno spuntare un pallido sorriso ma tanto valeva tagliarle per quello che apportano alla pellicola. Un taglio qui un taglio là si sartebbe arrivati a massimo venti minuti; ed invece Catherine Frot e André Dussollier ci annoiano per quasi due ore. Regia parrocchiale come la messa in scena per quello che resta semplicemente un ottimo sonnifero.
sabato, aprile 23, 2005
Noioso. Animato in maniera fastidiosa. Per nulla divertente. Come abbia potuto ricevere voti tanto alti non riesco a spiegarmelo, peccato aver visto il dvd solo ora e non potergli dare lo zero spaccato che si merita. Lo studio d’animazione 3D della Dreamworks dovrebbe semplicemente fallire.
venerdì, aprile 22, 2005
A volte capita di finire in sala e di vedere un film che non collima per nulla con quello che c’è stato prima e ci sarà dopo la proiezione all’interno della nostra vita. A volte capiti in sala e ti sembra che quello che vedi sia stato costurito proprio per la tua vita anzi per la giornata stessa che stai vivendo, che la colonna sonora sia stata scelta per te, che gli ammiccamenti e le battute le abbiano scritte per farti riflettere sulla tua vita. Purtroppo non sempre i lieto fine fanno parte della vera vita. Garden State ti lascia solo la voglia di rivederlo di nuovo, di restare in sala e non uscire, per capire se non hai davvero perso nulla e per assimilare tutto quello che c’è al suo interno. Non lo sai ma la colonna sonora è già entrata in loop nel tuo cervello.
giovedì, aprile 21, 2005
domenica, aprile 17, 2005
Millennium Actress è un film sublime; una tragica storia d’amore raccontata sul filo dei ricordi, tra pesente e passato tra realtà e finzione. Lasciando stare la poca originalità della storia, è la resa in immagine che conquista, mai ho visto film d’animazione con una regia ed un montaggio meglio riuscito. Ogni singola inquadratura è un piacere per gli occhi, ed ogni singola scena è una fonte d’emozione. Ora l’attesa di vedere Tokyo Godfathers non puó che essere più trepidante.
domenica, aprile 17, 2005
Non sono completamente soddisfatto dalla visione di questo Titanic animato. Il respiro epico del film e le scene d’azione sono ben congeniate, forse si arriva un po alla saturazione nell’interminabile finale; il melange dell’animazione è discretamente realizzato anche se il dvd evidenzia la debolezza di alcuni passaggi. Purtroppo sono queste stesse scene d’azione ad imbrigliare e soffocare la pellicola. Come nel film di Cameron, il progresso come elemento che porta alla distruzione dell’uomo è solo incidentalmente parte della narrazione. Nessuno dei personaggi ha sufficiente carisma perchè il pubblico ne segua con adeguato interesse le sorti. Un vero peccato, menzione speciale per i titoli di coda che racchiudo molte piú emozioni di quanto la pellicola in se mi abbia comunicato.
giovedì, aprile 14, 2005
Rire et châtiment è con le debite proporzioni una sorta di Casomai francese, la similitudinemi è venuta naturale sopratutto per lo stesso colpo di coda finale che sfruttano i due film. Anche qui si racconta la storia di una coppia, piú collaudata di quella che si vede all’inizio del film di D’Alatri e che non ha bisogno del matrimonio cattolico per sancire la sua unione. Il film pur avendo qualche guizzo registico paragonabile alla pellicola italiana non ha peró poca coerenza. Sembra piu di assistere ad una serie di mini commediole di situazione, giustapposte l’una all’altra un po a casaccio. Lo spunto di un uomo che fa letteralmente morire dal ridere è poco sviluppata e rimane solo un’ottimo spunto. Un peccato perchè José Garcia è come sempre impeccabile ed entusiasmante ed il ruolo che la moglie, sceneggiatrice e regista, gli ha cucito addosso è perfetto per il suo talento comico, ma a parte lui il film si dimentica facilmente.
domenica, aprile 10, 2005
Pur essendo piú infantile degli ultmi lavori, anche in Kiki la magia ed il quotidiano si mescolano dando origine a qualcosa di meraviglioso.
sabato, aprile 09, 2005
Robots avrebbero dovuto farlo sceneggiare agli autori di Futurama che in quattro magnifiche stagioni hanno scritto le migliori battute e storie davvero divertenti con protagonisti appunto dei robot. Purtroppo quello che c’è nel film è lo scarto di queste battute; Fender non è degno neppure di baciare le chiappe di Bender. Un vero peccato perchè l’animazione supera gli evidenti limiti di Ice Age ed è incredibilmente accattivante.
sabato, aprile 09, 2005
Memories of murder meriterebbe di essere distribuito in Italia molto di piu di tanti altri film. La storia, vera come è sottolineato nel trailer, è quella di un serailkiller che fino alla fine degli anni ottanta compí una serie di delitti nella provincia coerana e dell’indagine condotta da due investigatori, come al solito agli antipodi, per cercare di catturarlo. Era da tempo che non vedevo un film tanto intenso e ben orchestrato. Il pregio è siucuramente quello di evitare facili spettacolarizzazioni ma, al contrario, di raccontare con dovizia di particolari la provincia nella quale la vicende si svolge. Tra i pochi difetti nella prima parte il regista ricicla troppo a lungo il cliché dei polizziotti stupidi e violenti, riproponendo quindi sequenze di egual impatto ma lasciando poco spazio allo sviluppo del racconto. Quando i ruoli si ribaltano ed acquista piú carattere anche il detective venuto dalla città, il film cresce in intensità e ritmo. Ultmia cosa da sottolineare come in questo caso il fil sia incentrato sull’incompetenza delle forze dell’ordine che invece di risalire al colpevole con pochi indizi, inquinano prove e arrestano innocenti per farne i colpevoli designati.
mercoledì, aprile 06, 2005
L’esquive è un fottuto bel film. Si merita in pieno tutti i cazzo di Césars che ha vinto, beh forse quello della regia l’avrei dato a quel fottuto genio di Jeunet. Poco da dire su questa storia semplice di adolescenti che scoprono in un’ambiente abbruttito i primi turbamenti dell’amore. Vedetevelo in francese, non sottstate a nessun cazzo di doppiaggio, magari trovate un dvd diverso da quello uscito in France che privo di ogni sottotitolo rende la comprensione di ogni battuta fottutamente difficile.
martedì, aprile 05, 2005
The ring2 ha poco a che spartire con la prima pellicola, in pratica alla videocassetta e alla sua maledizione non si fa quasi riferimento. Ci sono ancora le immagini del famoso tape ma servono per allungare il brodo del primo Dark water americano, il secondo uscirà col titolo corretto solo in estate e non so come potrà essere diverso da questo che ne è davvero un remake. Nonostante un regia meno fredda, ed una storia piu sfibracciata, il film riesce a tenere sufficientemente alta la tensione per tutta la sua durata. Ci sono ibarazzanti cadute di stile, come uno delle ultime battute pronunciate da Naomi Watts, che strizzano l’occhio al pubblico adolescente americano ma fanno imbarazzare il pubblico europeo. Purtroppo a fallire è la storia; il rapporto tra madre e figlio era meglio descritto nel primo capitolo, gli stratagemmi che fanno procedere la storia sembrano troppo artefatti, il risultato finale è una piacevole visione che non ha pero nulla del memorabile film di Verbinski.
lunedì, aprile 04, 2005
Pas sur la bouche è l’ultimo film di Alain Resnais, uscito in France per il Natale 2003 ed ancora indedito in Italia. Tra i film piú recenti dello stesso regista credo che in Italia sia stato distribuito unicamente il film precedente, On connait la chanson, col titolo di Parole parole..., e anche io fino ad ero ero riuscito a vedere unicamente quello. Da qualche parte in casa c’è
domenica, aprile 03, 2005
E’ un peccato che Vaillant risulti alla fine quello che è. Le aspre critiche lette prima della visione mi avevano preparato al peggio, per fortuna la pellicola non si è dimostrata tabto terribile. L’animazione risulta di livello discreto, pari a quella di Ice Age, non raggiunge certo alti standard ma riesce ugualmente con scelte stilistiche azzeccate, come l’ombreggiatura che maschere le piume che i piccioni non hanno, a risultare credidile e al tempo stesso gradevole. Purtroppo è tutto il resto a non funionare il film è troppo infantile per poter convincere fino in fondo un pubblico adulto e forse troppo cupo per entusiasmare i bambini. Non c’è nessuna battuta davvero graffiante, solo in un paio di casi le mie labbra si sono lievemente increspate in un semplice sorriso. Anche la storia, lasciando da parte la sua semplicità, resta comunque troppo poco accattivante, al posto dei piccioni potrebbero esserci degli uomini ed il risultato finale non cambierebbe, di certo altri studi avrebbero meglio sfruttato. Anche l’assortimento della squadra da combattmento è già stato sfruttato in mille altre situazioni; quelli che dovrebbero essere colpi scena, risultano momenti di stanca tanto sono prevedibili ed annunciati. Un vero peccato per lo studio Vanguard iniziare in questa maniera; quando la pellicola era ancora in produzione si vociferava sarebbe stata ditribuita dalla Disney che ha preferito rinunciare dedicandosi alla produzione di Chicken Little, sul quale in questa sede preferisco ancora non proferire verbo.
sabato, aprile 02, 2005
L’unico motivo che mi ha spinto ad andare a vedere The Aviator è stato avere i biglietti gratutiti. Così mesi dopo la sua uscita ho potuto apprezzare quest’opera praticamente da tutti osannata. Inutile dire che mi sono annoiato a morte, Kate Blanchett è troppo caricaturare e piú che un’attrice sembra un personaggiuo del bagaglino per fortuna che Leonardo Di Caprio risulta molto piu credibile e il film pesa solo sulle sue spalle. Il resto è un film troppo lungo e sfibbracciato che si tracina senza un vero perchè, l’unico elemente di interesse viene anticipato già dalla prima scena, escludendo quindi l’elemento sorpresa. Insomma tutti penseranno che è un bel film ma io mi per poco non mi sono addormentato.