Ile de France
lunedì, febbraio 28, 2005
La mia vita senza di me è ben diverso da come me l’aspettavo. Praticamente unico film della scorsa stagione cinematografica che non sono riuscito a vedere in sala data la brevissima permanenza, ne avevo letto giusto un paio di critiche. Il film nonostante l’argomento trattato non è commovente in senso stretto ma è capace di lasciare addosso un certo senso di fastidio e tristezza. Il modo di raccontare la storia ha toni pacati, alcune scene di quotidianità sembrano piu riprese all’interno di una vera famiglia piuttosto che un racconto da film, i dialoghi banali di colpo però, si trasformano in frasi che suonano come sentenze e perle di filosofia. Nonostante questo e la memorabile scena al supermercato sulle note di Senza fine, non ne sono rimasto pienamente convinto. Qualche dubbio lo lascia sopratutto il rapporto tra la protagonista e il personaggio di Lee, forse la storyline meno riuscita sopratutto per l’epilogo che ruba spazio invece all’approfondimento degli altri legami affettivi della protagonista. Nonostante questo il film è da vedere e da gustare sapendone poco e scoprendolo passo dopo passo.
domenica, febbraio 27, 2005
Tante volte negli anni scorsi l’avevo sognata e desiderata una serata tanto semplice ma ugualmente tanto intensa. Ieri sera sono arrivato a casa tardi, la casa era già calda la luce era accesa, nel forno una quiche, un’insalata alla francese e alla televisione i César. E’ stata per me la prima volta nella quale sono riuscito ad assistere in diretta alla cerimonia, nonostante la sempre comica Monica Belllucci ha affermato sul tappeto rosso, io non sono mai riuscito a vedere la cerimonia dall’Italia, a gustarmela davvero. Come ogni cerimonia che si rispetti ci sono stati alti e bassi, probabilmente anche il corrispondente premio italiano è ormai organizzato tanto bene. La serata è stata affidata al comico Gad Elmaleh che ha cercato di allegerire fin da subito i toni e di ridicolizzare i classici elementi di una premiazione. Alla lunga la pesantezza dello show si è fatta sentire ma l’assenza trotale della pubblicità ha reso il tutto più scorrevole. Vincitore della serata è stato il film L'Esquive, che ancora non sono riuscito a vedere, già disponibile in dvd in France e forse ancora in qualche cinema in Italia. Il film ha vinto quattro premi importanti tra cui quello più prestigioso di miglior film. Premi importanti anche per il film indipendente Quand la mer monte che vince come migliore opera prima e per l’interpretazione di Yolande Moreau, che aveva la parte della concierge nel penultimo film di Jeunet. Premi minori per il film di Jeunet, se si escludono quelli per le interpretazioni di Marion Cotillard e di Gaspard Ulliel; stesso discorso per il soporifero Les Choristes che è stato giustamente un fenomeno solo in patria. Gli italiani hanno fatto la solita ottima figura con le apparizioni di Monica Bellucci (La più grande comica involontaria vivente.) e dell’ubrica figlia di Dario Argento.
domenica, febbraio 27, 2005

Neverland non è un brutto film ma ha il difetto di essere un film facile. Visto in ritardo a causa dell’uscita francese ritardata rispetto a quella italiana, in parte sono stato influenzato nella visione dalle opinioni già lette. Il film dimostra tutte le sue debolezze soprattutto nella seconda metà, con una regia priva di brio che indugia nel provocare le lacrime, con toni che cadono nel soap-operistico. Decisamente piu riuscita la prima metà del film, ad esempio la scena dei pirati è molto ben realizzata, peccato per un montaggio prevedibile e scontato. Deep gioca molto bene la sua parte di inventore di storie, ma è un ruolo nel quale si era calato già con maggior originalità e convinzione in altre pellicole. Kate Winslet non puó far pensare all’altro film d’amore che l’ha vista protagonista in questa stagione cinematografica molto meglio riuscito sicuramente più memorabile di questo. Il film lascia almeno la curiosità di vedere come il libro è stato adattato e quali eventi reali sono stati modificati per rendere ancora piu lacrimevole il racconto.
Letura consigliata le impressioni su questo bolg.
lunedì, febbraio 21, 2005

Ormai è una costante nelle produzioni americane ogni film rimanda ad un altro o per la precisione a molti altri. Costantine purtroppo non sfugge a questa regola. Ma i difeti non si fermano certo qui. Il film inizia lentamente ed in maniera abbastanza incomprensibile. Si passa la prima mezz’ora a chiedersi cosa stia succedendo e come mai ci si metta tanto a raccontare una storia che si riassume in mezza riga, infatti molti personaggi sono davvero inutili, appesantiscono unicamente il racconto o allungano la brodaglia per arrivare alla durata di un film, secondo i casi. Non aiutano neppure gli attori a risollevare le sorti di un prevedibilissimo plot, Keanu Reeves, sopratutto, che ricalca la mimica già sfruttata nella precedente trilogia, anche il resto del cast resta in un imbarazzante anonimato. Le uniche parti narrate che dovrebbero servire da ossatura all’esile storia, come il dialogo inziale tra Constantine e Gabriel sono incomprensibili e sono meno riuscite anche delle solite scene d’azione. Il mondo comandato dall’inferno e dal paradiso è indubbiamente uno spunto interessante che non viene ovviamente trattato ma gettato nel mezzo di una paccottaglia senz’anima. Sono andato a vedere cosa avesse fatto prima di questo il regista, che comunque ha qualche scelta pregievole, beh nulla, certo che se uno inizia così non lascia molta voglia di rivederlo dirigere un’altra produzione.
domenica, febbraio 20, 2005
Le Promeneur du Champ de Mars racconta la fine di una vita, non di un antico re o imperatore, ma quella ben piu recente di François Mitterrand. Il film si sviluppa sul dialogo tra il presidente stesso ed un giovane giornalista a cui è stato affidato il compito di scrivere un libro, libro da cui il film è tratto. Non so quanto uno spettatore straniero possa apprezzare, fino in fondo, un film politico e profondamente radicato nella cultura francese. Michel Bouquet, come tutti hanno già scritto, non recita Mitterand ma è Mitterand, la riuscita del film sta appunto totalemente sulle sue spalle e l’attore riesce perfettamente con sguardi e sorrisi a restituire un’immagine del presidente non caricaturale. Il è fondamentalmente questo: gli incontri e le lezioni di vita del presidente. Forse poco importa se sono frasi da lui veramente dette l’importante è che l’immagine che resttituisca sia l’immagine che quest’uomo ha dato al suo paese e che le sue paole facciano del film un piccolo gioiello pieno di emozioni.
domenica, febbraio 20, 2005
Schiacciato in poco più di un’ora Haute tension riesce comunque ad essere un film di genere ben realizzato e scritto in maniuera compatta. Un serial killer, una casa sperduta, un famiglia elementi classici per il genere slasher; infatti, forse, quello che manca davvero alla pellicola è il guizzo in piu una componente che la differenzi dal resto delle cose già viste, penso ad esempio agli elementi religiosi inseriti in Jeepers Creepers. C’è il colpo di coda finale, il ribaltamento della storia; purtroppo anche questo da l’impressione di essere già stato sfruttato altrove, ad esempio in serie televisivi a sfondo fantascientifico. Resta comunque un film da gustare esclusivamente per i brividi che da.
venerdì, febbraio 18, 2005
Non sarei mai finito su La chatte à 2 têtes se non ne avessi letto la recensione del dvd su FilmTv, il film infatti è di quelli che ha poco spazio sulle riviste di cinema. Non credo neppure se sia stato presentato in qualche festival gay italiano. Tutta la pellicola è ambientata in un cinema porno parigino, il film si sviluppa con il continuo passaggio dal buio della sala al luminoso ingresso del cinema. Da una parte c’è il silenzio o per meglio precisare i sospire ed i gemiti legati al sesso, esibito in ogni forma e con ogni possibile combionazione di corpi. La biglietteria è invece il luogo della parola, luogo in cui si sviluppa la trama del film. Guardando i bonus del dvd si capisce quanto c’è di autobiografico nella pellicola, sia legata alla vita del regista sia legata a storie che gli sono state raccontate. Per me è come rivedere sullo schermo tante situazioni di omosessualità ai limiti delle quali avevo letto solo nei romanzi. Purtroppo il film risulta troppo sbilanciato sul lato prettamente sessuale e superficiale, riducendo i dialoghi ad una sorta di collante; dialoghi che soffrono anche per l’eccessiva banalità per quanto sincere possano essere. Se si fosse fatta a livello di montaggio la scelta opposta la pellicola ne avrebbe indubbiamente guadagnato potendo entrare nel profondo dei tre protagonisti e fornendo loro un vero passato al di fuori dei soliti canoni.
mercoledì, febbraio 16, 2005

Monsieur N. racconta il periodo dell’esilio di Napoleone sull’isola di Sant’Elena. Si cerca di mostrare come abbia accettato questa situazione e si ipotizza per lui una fine diversa da quella che raccontano i libri di storia. Il film è sontuoso, eccellente nella messa in scena, la scelta di far recitare gli inglesi in inglese ed i francesi nella loro lingua madre sarebbe quella auspicabile per la verosimiglianza di ogni pellicola. La sceneggiatura, invece, pecca un po in ripetitivià; si fatica a tenere viva l’attenzione per le due ore. Alcuni spunti avrebbero potuto essere meglio sfruttati, ad esempio il rapporto tra Cipriani e lo stesso Napoleone, data l’importanza che riveste nell’economia del film; si sceglie invece di appesantire ed ingarbugliare la vicenda con l’inserimento di troppi personaggi. L’essere in bilico tra un trhiller ed un film storico non risulta riuscito, anche perchè l’espediente non è certo una novità. Forse troppo impostata e teatrale la recitazione di tutto il cast. Insomma un film su Napoleone che rappresena un occasione mancata e che comincia ad interessare prprio quando sta per finire.
martedì, febbraio 15, 2005
In un film d’animazione gran parte della riuscita è dovuta appunto alla qualità dell’animazione o almeno ad uno stile originale. Purtroppo Wonderful days non ha nè l’uno nè l’altro. Si passa l’inizio della pellicola a fare paragoni, nei quali il film coreano non puo che uscirne sconfitto, e forse il minore dei problemi è che animazione tradizionale e digitale non collino tra loro. Superato questo anche il resto, che la pellicola puo offrire, è davvero poca cosa: una storia che utilizza il banale tema dell’ecologia e una sorta di banale triangolo amoroso. Il film si trascina lentamente e senza brio, tutto sa di già visto e raccontato altrove in maniera semplicemente migliore. Non bastano i dieci minuti di botti finali a risollevare la pellicola dall’oblio.
lunedì, febbraio 07, 2005
Non ho visto al cinema The Butterfly effect perchè credo ci sia rimasto la bellezza di una settimana ed in parte ho avuto fortuna dato che all’uscita a noleggio in Italia ho scoperto che era stato censurato sia visivamente che alleggerito nei dialoghi. Finalmente mi è capitata tra le mani la copia del dvd francese con
mercoledì, febbraio 02, 2005

Non sarei mai stato incuriosito da questo film se non esistesse cinebloggers e non sarei mai andato a vederlo se non avessi avuto dei biglietti omaggio e, inoltre, se non avessi avuto la possibilità di vederlo in inglese in modo da smettere di leggere i sottotitoli nei momenti di noia. Negli Usa si interrogano sul perchè il film non è abbia avuto successo ma a me sembra estremamente semplice capirlo: Alexandre è un film brutto. E’ un peccato perchè in fondo si tratta di un’occasione mancato ci sono le potenzialità di quello che sarebbe potuto essere qualcosa di migliore. Stone tanto bravo in uno dei film che più amo (JFK) qui non sa assolutamente che taglio dare all’opera, polpettone soap-operistico, forzato biopic, film di guerra, che ormai non ha piu la capacità di rinnovarsi, battaglie girate alla stessa maniera da Gladiator in poi. Ne esce fuori un film inutilmente lungo e prolisso, faraginoso e sconclusionato, un Alexandre fuori parte in molte scene, una voice off fastidiosa ed inutile. Per chiudere come non citare la perla del film ovvero Raz DeGan che fa il re di Persia.