Ile de France
sabato, novembre 27, 2004

Inutile nascondere il fatto che per me l’ultimo Pixar è stato una mezza delusione. Probabilmente il giudizio dipenderà in massima parte dalle grandi aspettative che ho su questi prodotti. Mentre i primi tre film erano stati capaci di emozionarmi e soprattutto di divertirmi come non mi accadeva da tempo, le ultime tre pellicole realizzate dallo studio, nonostante siano indubbiamente film discreti, non hanno quella forza e quella magia dei primi lavori. Penso ad esempio ad A bug’s life con una ventina di protagonisti ciascuno tanto ben caratterizzato e tanto memorabile. In The Incredbles chi c’è di veramente indimenticabile? Nessuno purtroppo, nessuno perché nessuno ha qualcosa che non sappia di già visto in altri film. Forse è l’overdose di supereroi degli ultimi anni a far apparire ogni situazione come già vista, da Unbreakable a Spidey passando per i terribili Hellboy o Daredevil. Le citazioni più che tali sembrano riproposizioni di situazioni già presenti in altri prodotti. Si sente l’eco dei fantastici Quattro e dei Barbapapa, si passa da scene prese da Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta ad un inseguimento uscito direttamente da Il ritorno dello Jedi. La forza dei personaggi manca ma manca anche l’innovazione del racconto, Nemo aveva fatto un passo avanti rispetto a Monsters Inc riscrivendo un Pinocchio originale. Brad Bird aveva di sicuro scritto meglio Il gigante di ferro. Detto questo tutti possono sbizzarrissi nel vederlo con un film post undici settembre dove l’eroe deve fronteggiare gli attentati che minacciano le grandi metropoli opposto al messaggio pacifista del già citato Gigante di ferro. Neppure il cortometraggio che precede la pellicola riesce a strappare più di una paio di risate e per chiudere il cerchio neppure il trailer di Cars promette bene. Fine del disastroso bilancio.
sabato, novembre 20, 2004

Il film dovrebbe intitolarsi in realtà Le bizzarre avventure di John e Polly. Più che un film di fantascienza si tratta, infatti, di una specie di sit-com alla Moonlight, con una coppia litigiosa al centro della vicenda. Ed è questa la parte del film che meglio funziona, o meglio, che per me funziona davvero bene, ma ero l’unico in sala che rideva, preso in giro dall’amico che mi ha accompagnato. Il film è spezzettato appunto in vari episodiche situazioni al centro delle quali oltre il dinamico duo c’è uno comprimario a scelta: Micheal Gambon, Giovanni Ribisi, Omid Djalili (Che da solo per me la visione intera del film, per una volta un uomo in carne, con i peli nel punto giusto un sorriso dolce ed ebete come piace a me, già in The Mummy faceva la sua bella figura ma qui ha una scena da bava alla bocca.), la Jolie (Che non si sa come compare cinque minuti ma è strombazzata sui manifesti neppure fosse la protagonista della pellicola.) e tutti gli altri. Lo script ha appunto la consistenza di una sit-com di non originale ed è un peccato dati gli sforzi profusi per dare una connotazione originale e accattivante al prodotto. Vero anche che la regia dopo un inizio scoppiettante e citazionistico si adagia sui binari dei classici blockbuster attuali, perdendo brio e smalto. Un vero peccato che come sempre più spesso accade, da Hero a The village, giusto per citare i due esempi più recenti, la forma perfetta corrisponda ad una sostanza povera che ben presto svanisce non lasciando nulla, ma almeno ci si può consolare con questa determinati prodotti non l’hanno neppure un’identità visiva.
Una tristezza i trailer che hanno preceduto i film, da un’americanata natalizia strappalacrime con la Sarandon passando per i cine-panettoni che sono purtroppo dietro l’angolo, mentre chi vede Alien vs Predator, ha la fortuna di vedersi il trailer di Episodio3. Almeno nella mischia c’era il trailer di Donnie Darko che mi ha fatto venire voglia di rivedere il dvd.
lunedì, novembre 15, 2004

Non so neppure se sono riuscito a vederne la fine tanto il risultato è scadente imbarazzante, quando mi sono svegliato la vhs era già riavvolta. Le critiche lette e la visione del trailer mi avevano messo in guardia ma non pensavo che Bloody Mallory potesse cadere tanto in basso, il risultato a livello visivo è tanto imbarazzante da non sfigurare accanto alle puntate della prima stagione di Buffy. Il film dovrebbe porsi a metà strada tra il filone horror e quello comico ma fallisce in entrambe i versanti, essendo comico quando vorrebbe spaventare e lasciando attoniti gli spettatori quando vorrebbe suscitare una superficiale risata. L’idea del team protagonista è carina: una sorta di Buffy, un transessuale, una bambina con poteri psichici; ma tutto è sprecato dalla superficialità del copione. Ho già sprecato troppe parole per un pasticcio da evitare assolutamente, mai avrei immaginato vedere i francesi cadere tanto in basso.
venerdì, novembre 12, 2004

E’ uscito oggi nelle sale italiane Apès vous… (In amore c’è posto per tutti.), sarebbe bello poterne parlare dopo averlo visto ma ho forti dubbi sul fatto che possa riuscirci dati i soliti problemi dei distributori italiani che buttano fuori questo fine settimana undici film. In quante copie sarà uscito? Questo film francese si presenta una commedia in cui un proprietario di un hotel salva un uomo che tenta di suicidarsi. Ma questo non gli basta e decide di rendere felice l’uomo che ha salvato cercando di ritrovare la donna che l’ha lasciato. Salvo poi innamorarsi lui stesso di questa donna. Il tutto sembra una commedia leggera; anche il trailer italiano conferma questa mia impressione ma, da quello che ho letto, pare si inseriscano bene al suo interno tematiche più profonde. Potrei dire che il ritmo non scende mai, che le trovate comiche sono briose e divertenti, che gli attori danno il meglio di se e che il film ci da l’immagine dell’amore che vive esclusivamente sul caso piuttosto che sugli sforzi che noi volontariamente facciamo; ma tutto questo sarà vero? Mi potrò fidare di quello che leggo? Il film in France è uscito lo scorso dicembre ed ha avuto un buon successo, ma non sempre successo di pubblico è garanzia di qualità. Io spero sempre di riuscire a vederlo ma intanto mi limito a farne un po’ di pubblicità.
domenica, novembre 07, 2004

Troppo distratto per poterlo apprezzare davvero, la mia mente vagava ovunque (Beh più che ovunque su ogni centimetro di pelle del corpo che fino a poche ore prima stringevo tra le braccia.) tranne che sulle immagini e sulle parole pronunciate dagli attori. Tutte le cose che mi ricordo sono legate a quello che in quel momento coinvolgeva la mia sfera emozionale. Una ragazza che non si sente adatta fisicamente al mondo che la circonda; ha la fortuna di conoscere qualcuno che la apprezzi per quello che è ma vuole persistere a farsi del male inseguendo chi l farà unicamente soffrire. Questo mi ricorda davvero la mia vita incapace di aprire gli occhi su qualche altro uomo fermo a qualcuno che non avrò mai vicino come vorrei, ma che, fortunatamente, non mi parla unicamente per aver qualcosa da me. Un’ammiratrice che scopre che lo scrittore che idealizzava da tempo è in realtà l’opposto di quello che si aspettava. Quanto, in campo sentimentale, si idealizza una persona quando la si conosce pensando che possa essere quella giusta con cui confrontarsi per tutta la vita, l’uomo che ti starà vicino e col quale crescerai, salvo poi scoprire che i difetti sono per te inaccettabili, che non sono quelli su cui puoi passare sopra. Quel bagliore iniziale che pensavi di aver scorto nei suoi occhi in realtà non c’è più o forse non c’è mai stato. Comme une image analizza l’immagine che uno ha di sé a confronto con quella che uno ha di sé, per me è stata l’image delle mie emozioni di questo ultimo sabato.
venerdì, novembre 05, 2004