Ile de France



venerdì, gennaio 30, 2004

Non ne vorrei parlare male quindi metto le mani avanti dicendo che le mie aspettative e, il fatto che fosse molto tempo che volessi vederlo, hanno condizionato il giudizio. Amèlie è entrato prepotentemente tra i film della mia vita, ricordo quando, poco più di un mese dopo averlo visto al cinema, ricevetti lo strepitoso dvd francese, e iniziai a vedere e rivedere pezzi del film quasi ogni giorno per più di un mese, ed ora almeno una volta ogni trenta giorni lo ripasso con enorme piacere, soprattutto i primi, perfetti, venti minuti di film. Avevo già recuperato, grazie al Lumière di Bologna, La cité des  enfants perdus, visto fortunatamente, sul grande(?) schermo e, sfortunatamente, doppiato. Già da questo film si trovavo il tocco del regista, alcuni personaggi e alcune atmosfere erano la bozza delle situazioni che si sviluppavano in Amèlie. Nonostante questo non ero rimasto affascinato, forse per il pranzo, rimasto sullo stomaco, forse per il caldo della sala, ma avevo rischiato anche di addormentarmi. La storia, di chiave fantascientifica, presentava forzature e personaggi inutili; ma allo stesso tempo c’erano sfumature degne di nota che si sono amplificate e ottimizzate in Amèlie. Di Delicatessen si possono dire più o meno le stesse cose. Le principali note stonate del film sono le musiche e il ritmo. Due difetti collegati tra loro, certe scene sono estenuanti forse proprio perché non accompagnate dalla giusta musica che coinvolga ed interessi lo spettatore, soprattutto perché, dove Jeunet voglia arrivare, è chiaro fin dall’inizio e quindi non essendoci colpi di scena eclatanti, una buona colonna sonora avrebbe aumentato la mia attenzione. Qui si passa dalla fantascienza al surreale, ma i limiti restano gli stessi sia nel caratterizzare i personaggi sia nel costruire alcune situazioni. Il confronto tra questi protagonisti e Lucien, Colignon, l’Homme de verre viene naturale e tutti i protagonisti di Delicatessen ne escono distrutti. Tanto per aggiungere carne al fuoco c’è il solito pessimo doppiaggio. Resta un film in cui è chiara la mano di Jeunet, buona la cura di scenografie e fotografia, con i dovuti limiti per un film di qualche anno fa, da recuperare per vedere da dove sia arrivata Amèlie. Attendo di vedere se l’opera di Jeunet andrà sempre in crescendo col prossimo film, che, purtroppo, a quanto si leggeva tempo fa, non un suo soggetto originale.


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giovedì, gennaio 29, 2004

L’incubo è finito, dalle 9.30, quando l’ultima firma è stata messa, su quell’inutile libretto che è pesato sulla mia testa per anni come un grosso incudine, tutto è finito. Sono sì felice, ma al tempo stesso agitato e imbambolato. Ho già riaperto il libretto un paio di volte per vedere se questo ultimo esame l’ho passato davvero o tutto è un sogno. Ma per fortuna c’è, quella firma c’è, credo sia difficile capire come mi senta, molti iniziano a frequentare l’università, un po’ meno la finiscono, ma difficilmente qualcuno riuscirà davvero a capire quanto questi interminabili anni mi abbiano segnato incattivito e deluso. La firma di oggi segna un bel “Vaffanculo!!” a tutti i professori che dall’alto della loro ignoranza hanno approfittato del loro ruolo per essere scortesi, maleducati e cafoni con me; trattandomi male, offendendomi, e per finire sputandomi addosso il fumo delle loro puzzolenti sigarette durante gli esami. Gioisco al pensiero che almeno per ora si placheranno gli incubi notturni, i risvegli pieni d’ansia dopo aver sognato la mummia vivente che per quasi due anni mi ha tenuto bloccato su un cazzo di esame e che ogni volta mi boccia di nuovo. Ora è venuto il momento di svuotare la bottiglia di whisky davanti alla tv, guardando le vhs della seconda serie di 24 che sono parcheggiate nell’armadio da due mesi. Non ho mai avuto una soddisfazione “””lavorativa””” tanto grande quanto quella di oggi.


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martedì, gennaio 27, 2004

Con la dovuta premessa che: gli Oscar hanno perso, ai miei occhi, tutta la loro credibilità quando anni fa la Paltrow vinse per quella imbarazzante prova d’attriccetta in Shakespeare in love e che,  solo la creazione della categoria Miglior film d’animazione, ha in me risvegliato un tiepido interesse. Qualche appunto veloce:

 

MIGLIOR  FILM D’ANIMAZIONE

Brother Bear

Finding Nemo

Les Triplettes de Belleville

 

Considerando che purtroppo BB non l’ho ancora visto, ma dalle recensioni lette non brillerà certo per genialità, originalità ed innovazione, lo escluderei a priori. Tra i restanti due la mia preferenza va a Nemo, ma visto l’Oscar dello scorso anno, verrà probabilmente premiato il film d’animazione più maturo.

 

MIGLIOR FILM STRANIERO

Les invasions barbares

Evil

The twilight samurai

Twin Sisters

Želary

 

Ne ho visto e ne conosco solo uno e sarà per quello che tiferò. Già domani mi vedo gli articoli sul Corriere per la mancata candidatura italiana, io sono sempre stra-contento quando questo avviene.

 

MIGLIOR  REGIA

 

Tralasciando i nominati, il fatto che non compaia il signor Burton, conferma per me quando inutili siano questa pagliacciata di statuette, con il dovuto rispetto dei registi presenti; Jackson escluso dato che gli attribuisco le maggiori colpe per avermi fatto risultare due terzi (per ora) della trilogia semplicemente soporiferi.

 

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Les invasions barbares

Dirty pretty things

Finding Nemo

In America

Lost in traslation

 

Nemo in questa categoria mi pare davvero esagerato, con tutto l’amore che nutro per quel film; probabilmente non saprei trovare un sostituto valido, dato che i film degli ultimi mesi sono stati quasi tutti deludenti, ma che un film così lineare sia candidato mi sembra troppo.


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martedì, gennaio 27, 2004

Restando come sempre fedele a me stesso e riuscendo ad incastrarlo tra le altre cose sono già riuscito a vedere Le Coeur des hommes, per fortuna, direi dato che L’Eliseo era praticamente vuoto, e considerando che è l’unico cinema che lo proietta, stando al Corriere, in provincia di Milano, probabilmente il film sparirà molto presto. Il solo fatto di vedere Paris, anche solo su pellicola, altera la mia capacità di giudizio, ero già soddisfatto nelle scene iniziali di introduzione dei quattro amici e tutto avrei accettato di vedere. Riflettendoci poi a mente fredda, quello che resta è un film per nulla memorabile, piacevole e spassoso di sicuro, ma nessuno dei personaggi riesce a farsi apprezzare e amare, per davvero e fino in fondo. Molti avvenimenti si succedono, troppo in fretta e troppo distrattamente, nulla di ciò che accade è raccontato andando a scavare nelle vere emozioni dei personaggi; molte soluzioni narrative sono sbrigative e falsano la realtà, ad esempio la nuova conoscenza di Manu. Neppure la regia è originale; laddove Muccino colma il vuoto con ritmo ed inventiva, Esposito non ha un minimo di brio e tutto resta ordinario. Anche il rapporto d’amicizia tra i quattro che dovrebbe stare alla base della storia raccontata, è descritto molto sommariamente, e in maniera fredda, forse perché si distacca dal mio personale significato d’amicizia. Nonostante i molti limiti, il film si segue comunque tranquillamente, è, infatti, ben recitato, almeno credo, e mi resta la voglia di sentirlo oltre che di vederlo, il prima possibile, perché è già uscito in Dvd. L’aspetto che ho trovato più originale riguarda il modo di filmare Paris, che invece di una metropoli caotica, appare, soprattutto nelle scene recitate, come una tranquilla città di provincia, poco per giustificare una visione a chi non impazzisce come me, per tutto quello che arriva dalla France.


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venerdì, gennaio 23, 2004

Mi sarebbe piaciuto scrivere che finalmente ieri sera è iniziato, e che la mia vita è, di nuovo, meno vuota, così immaginavo mi sarei sentito, quando è partita quella magica sigla, migliorata da immagini delle passate edizioni, ed invece la delusione è stata colossale. Difficile rimanere delusi per un programma brutto ed inutile, ma in fondo è l’unico programma che io abbia mai seguito in televisione negli ultimi anni. Difficile spiegare il perché ed il percome una persona con intelletto riesca a seguirlo, ma io sono stato in sostanza succube delle scorse edizioni e se le cose migliorano lo sarò anche di questa. Il motivo per cui mi piace è perché lo trovo assolutamente ridicolo e divertente, so bene che comunque la risata scaturisce da situazioni banali e dall’assurdità di determinate persone, nulla di maturo e sottile ma la visione resta pur sempre un passatempo interessante. Ieri sera però solo in un paio di occasioni mi sono messo a ridere, forse perché le poche puntate di Will&Grace che mi sono ricordato di vedere in questi giorni viaggiano su altri livelli d’ironia, ma più probabilmente per i nuovi inquilini. Ieri sera la puntata è stata estenuante ed interminabile, con milioni di saluti ai/dai parenti, che rappresentano il punto più inutile e basso dello show, però anche il resto non era granché se sono riuscito a leggermi l’ultimo numero della Maya e a seguire contemporaneamente cosa succedeva in televisione. I concorrenti sono più finti e desiderosi di uscire di quelli della seconda edizione, speriamo che con l’inizio di Mai dire Grande Fratello, trovi nuovi stimoli per proseguire questa inutile visione.


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giovedì, gennaio 22, 2004

 

Fino ad ora ultimo film realizzato da Don Bluth, che, al momento, dovrebbe essere in Inghilterra al lavoro su un film coi personaggi di Dragon's liar. Mega produzione rivelatasi un flop clamoroso, in cui la Fox ha creduto solo una settimana, dopo i primi risultati ha smesso di sostenerlo con la pubblicità. Film d'animazione realizzato in tempi record, poco più di un anno e mezzo. Primo film d'animazione a sfondo avventuroso arrivato nelle sale, che ha determinato la chiusura dello studio d'animazione che l'ha prodotto, stesso sorte toccata a Disney con Treasure Planet e a Dreamworks con Simbad. Probabilmente per molti anni non si vedranno film animati di questo genere, tutte le nuove produzioni sono, infatti, della commedia alla Pixar. La storia di TitanAE risulta abbastanza sgangherata e raffazzonata, molto spesso si ha l'impressione che le scene siano messe l'una accanto all'altra per stupire e meravigliare piuttosto che per una reale necessità di portare avanti il racconto. I due protagonisti umani non hanno un minimo d’appeal, sono surclassati dai coprimari; nella versione italiana, inoltre, il doppiaggio poco curato, toglie ulteriore profondità a tutti. La realizzazione, molto criticata ai tempi dell'uscita, non riesce per nulla ad amalgamare disegni fatti a mano con fondali e macchine realizzate in Cgi; nonostante non sia un effetto voluto, per me risulta gradevole questa strana coesistenza dei due metodi d'animazione. La colonna sonora, realizzata per attirare un pubblico leggermente più maturo dei soliti bambini, fu una delle prime, dopo lo strapotere dei musical, in cui le canzoni non erano cantate dai protagonisti stessi ma facevano da semplice contorno alle scene. Bluth pecca come sempre di poca inventiva e così, i Gollum ricordano tanto il gufo di The secret of the Nihm. Nonostante tutti i difetti, i mi sono divertito a vederlo e a rivederlo, forse per l'affetto che provo per Bluth, il cui capolavoro, il già citato The secret of the Nihm, fu uno dei primi film che vidi, bambino, in un cinema.


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martedì, gennaio 20, 2004

 

Parole a caso. Vorrei essere ispirato e non stanco e distrutto, stasera, come sicuramente sarò tutte le sere fino alla fine della settimana prossima. Se non lo fossi dovrei avere qualcosa di interessante da raccontare, ma anche qui gli argomenti scarseggiano, dato che l'unica cosa che visto oggi è stato il libro da studiare. Di andare al cinema non se ne parla per un po, sia per mancanza di tempo, sia per scaristà di film di un minimo interesse, sperando che Lo sbadiglio del re lasci qualche posticino a Les coeur des hommes, e che quest'ultimo non sparisca prima che riesca a vederlo. Sabato ho avuto la conferma di quanto i dvd allegati al Corriere siano un'iniziativa stupida, quando in un Auchan qualunque, trovi il dvd di American Beauty a 3€ in meno di quanto non costi col giornale e con una copertina degna di essere guardata. Il dvd è finito sopra gli altri dvd acquistati che attendono di essere visti. Le pagine dedicate allo spettacolo stanno diventando un supplizio in questi giorni, da una parte ci sono articoli su Lo sbadiglio del re e sulla facciata di fronte quelli dedicati ad una delle cose più inutili del mondo, che sembra debba avere un interesse nazionale. Ma cosa mi può importare di chi ha ragione e torto, cosa può importare alla maggior parte della gente che ha ben altro in testa. Almeno ieri sono tornato da Milano con Premiere, che come sempre, mi fa sentire almeno un pochino in France, e ho scoperto che il libro che ormai ho quasi finito, Chiedi alla polvere di John Fante sta per diventare un film, che non vedrò dato che il libro mi è risultato abbastanza indigesto.


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domenica, gennaio 18, 2004

 

Elettrizzato, credo che questo descriva bene come mi sento da ieri sera. Prima o poi doveva succedere, prima o poi qualcuno doveva sapere, tu sei stata la prima, diciamo che non intendo bissare con molte altre persone l'esperienza, lo spettacolo sarà anche bello ma le repliche perdono il fascino dell'evento iniziale. Non ci tengo a replicare primo perchè non ne ho molte di persone degne di condividere questa parte di me e secondo perchè nonostante la tua reazione, tutto sommato non violenta o eccessiva, io ho comunque sudato freddo nel pronunciare quelle due semplici parole, che se ci si ragiona, non significano nulla, solo che fisicamente sono rettivo a qualcosa di diverso, ma che potevano cammbiare tutta la tua gamma di pensieri. Non mi sono dilungato molto nel dirti che mi ha fatto piacere anche la tua di rivelazione forse perchè, i compimenti mi imbarazzano, io non mi considero nulla di speciale, molto piacere mi ha fatto non averlo capito quando hai cercato di dirlo anni fa, difficile sarebbe stato assimilarlo e problematico continuare ad essere amici. Sarà stupido ma ora mi sento un po meglio, indipendentemente da quanto ci parleremo da ora in poi ho qualcuno che può capire o immaginare le difficoltà che costantemente e quotidianamente affronto in casa. Il secondo atto prossimamente, come ti ho promesso.


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sabato, gennaio 17, 2004

Finalmente lo sai, si parlo proprio di te ;-)

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mercoledì, gennaio 14, 2004

 

Linda. Mi ha fatto un enorme piacere sentirmi dire certe cose da te ieri, sinceramente non credo di essere la persona che meglio ti ha capito in passato o meglio ti capisce adesso. Quello che per me sbagliano gli altri con te è il fatto di pensarti sempre come una persona instabile, insana, attratta solo dalle persone sbagliate ma soprattutto immatura. Io ti ho sempre trattato e sempre cercherò di farlo come una persona, che vali quanto valgo io, anzi forse molto di più. Lo sai anche tu che in diversi frangenti è difficile volerti bene e strarti vicino, adesso se non mi rispondi al telefono rispetto e capisco, ho avuto delusioni, anzi una delusione più grande e cocente, delusione che ora si trova magicamente lontana da casa in una città in cui non dovrebbe essere, dopo aver affrontato un viaggio che mai più avrebbe dovuto fare. Un tempo ero ancora più immaturo di quanto sono ora e mi pareva che una tua risposta fosse una cosa dovuta ed obbligata. Sto cercando di fornirti tutto l'aiuto che posso, il pensare ai tuoi di problemi mi distrae dai miei, ed in una stupida visione egoistica mi fa anche bene. Un sentito ringraziamento sperando davvero di essere quello che mi dici.


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martedì, gennaio 13, 2004

Si avvicinano le scadenze e come sempre, anche se è l'ultima volta, mi trovo a sprecare tempo inutilmente, mi sento nervoso, spossato ed irritato anche appena sveglio, angosciato e turbato prima di andare a dormire. Dovrei fare, leggere e capire un mucchio di cose ma ogni volta e questa volta di più non me ne frega assolutamente niente, di cose inutili che dimenticherò l'istante successivo della firma del libretto, tanto più che non c'è neppure molto da capire ma solo riportare dei fatti, inutili fatti, nomi di inutili particelle elementari che servono solo a riempirsi la bocca ma che concretamente non danno nessun tipo di conoscenza aggiunta. Forse è il caso che esca a fare prendere un po d'aria al cervello, magari al ritorno magicamente spunterà la voglia, almeno di aprire quel noioso e disgustoso libro. Ogni giorno di più mi chiedo chi me l'ha fatto fare di fare una scelta tanto sbagliata nella mia vita.


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sabato, gennaio 10, 2004

 

Post Invasions: Ho dimenticato di citare il trailer che la Bim ha appioppato a questo film, quello con le persone che sprimono giudizi esaltanti e esaltati sulla pellicola, la prima volta l'ho visto, da metà, mi dicevo che mai avrei visto una pellicola pubblicizzata in maniera tanto squallida, poi ho realizzato quale fosse il film ad aver subito tale tortura. Trailer bruttissimissimo. Secondo aspetto mi è piaciuta davvero come è stata tratteggiata la relazione omosessuale, per una volta ci sono due persone che si amano e non si sottolinea alcuna differenza dalle altre coppie. Dolci ricordi sono ritornati nella mia testa nella scena in cui i due si coccolano sul divano, scene che ho vissuto e emozioni che spero di riprovare. Infine stupore per le recensioni negative avute dal film in France, mi sono limitato a leggere su AlloCine le poche parole riportate per ogni recensione, Premiere e i suoi critici che ritengo moderatamente equilibrati l'hanno distrutto.


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venerdì, gennaio 09, 2004

 

Avevo intenzione di scrivere ancora due considerazioni sul film di ieri, ma la mia attenzione è stata catalizzata dall'aver visto sul Corriere che oggi esce in qualche sala e per la prima volta la versione estesa de La compagnia dell'anello. Gioia e tripudio penserete voi, si gioia e tripudio se in questi giorni soffrissi d'insonnia, perchè potrei recarmi al cinema e dormire per quelle 4 ore di fila. Ho trovato i primi due capitoli della trilogia davvero soporiferi e poco emozionanti nonostante l'impeccabile realizzazione (regia esclusa) già nella versione cinematografica, figuriamoci con mezz'ora in più. Se capiterà andrò a vedere Il ritorno del re ma solo per parlarne male.


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giovedì, gennaio 08, 2004

 

Le mie parole possono solo rovinare forza, poesia ed emozioni. Molte delle cose che ho letto in giro centrano appieno e con perfezione anche quello che ha trasemsso anche a me. Mi limiterò quindi a qualche osservazione, più scarna del solito. Due sono gli aspetti che in parte mi hanno deluso, l'artificiosità di certi dialoghi che falsano la connotazione reale ed umana che la vicenda avrebbe per me dovuto avere, ma di sicuro l'intento degli autori non erano questi. Non apprezzati anche perchè scorrono via in fretta, senza il tempo di ragionarci e riffletterci, certo invogliano a rivedere il film, a scomporlo e rimontarlo nella testa alla fine della proiezione, resta però il sospetto, dopo una prima visione, che almeno qualche discorso è semplicemente fine a sé stesso. Secondo aspetto poco gradito il finale di mucciniana memoria, uno sguardo che lascia presagire una rottura, per una storia che doveva secondo me restare margiale nel film. Per il resto emozioni, lacrime trattenute a causa dei posti assegnati e della non possibilità di godermi il film in solitudine, la voglia di cercare qualche cd di Françoise Hardy, già nata e poi sopita dopo Ricordati di me, il rammarico di non averlo potuto vedere in francese, una delle battute migliori riguardante proprio l'Italia e la sua attuale situazione. Molto in questo film, ma l'artificiosità ha in parte minato parte delle emozioni sucitate, tanto da pensare o sperare che vedrò qualcosa di meglio entro giugno.


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martedì, gennaio 06, 2004

Trailer Qualche breve considerazione su tre film dalla prime e poche immagini:

Big Fish (Uscirà in Marzo?): da una parte c'è la meraviglia di ritrovare il buon vecchio Tim, dopo l'ultimo ibrido che ha prodotto a causa delle pressioni della Fox, dall'altra un po di spirito critico, visto che determinate atmosfere del trailer ricordano SleepyHollow, e le musiche ricordano Edward; non vorrei che Tim finisse sempre e solo a ripetersi. Ewan McGregor non è poi un attore che apprezzi più di tanto. La voglia di vederlo è davvero tanta.

Spiderman2 (Uscita prevista 15 Settembre): tra i tre indubbiamente quello che dalle prime scene sembra confermare le aspettative che ho sul film, gli attori probabilmente riusciranno a fare meglio di quanto hanno fatto nel primo, Raimi dalla prima sequenza sembra prometterci che manterrà ai livelli del primo la spettacolarità delle scene d'azione, spero che l'odio di Harry nei confronti di Spidey verrà affontato e approfondito con maturità e non inutilmente banalizzato, così come in una storia coerente con quanto già visto. Unico neo è il modo serpentino in cui si muovono i tentacoli di Octopus, da piccolo immaginavo e sognavo i suoi movimenti in maniera più rigida, come se avesse sulla schiena una sorta di trampoli curvabili e non dei serpenti sinuosi, che nell'arrampicarsi sui muri rendono i suoi movimenti troppo simili a quelli di Spidey. Si prospetta una lunga attesa, grazie alla solita distribuzione italiana.

The village (Uscirà in Ottobre?): forse quello meno giudicabile, col mio scarso inglese ho capito ben poco, dei sussurri e dei bisbigli che si sentono. Il tocco del regista è inconfondibile, ma come nel caso di Signs resta oscuro il vero argomento del film. Il pretesto della trama sembra scontato e troppo fantastico per il regista, ma come Signs è una matura e profonda riflessione sulla fede e Dio, probabilmente anche in questo caso i mostri del bosco saranno un pretesto per raccontare qualcos'altro.


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lunedì, gennaio 05, 2004

 

Non solo il pc, adesso anche il lettore dvd ha deciso, lentamente ma inesorabilmente, di abbandonarmi. Il mio sforzo di andare a noleggiare qualche nuovo film da vedere, viene così ripagato. L'aspetto fantastico è che il mio buon vecchio Thomson ti permette di vedere tre quarti di film tranquillamente e senza intoppi, ma sul più bello decide che la visione lì deve arrestarsi e in nessuna maniera ti permette di vedere il resto. Fino a poco fa comunque incazzato di dover interrompere a metà la visione, accendevo il pc e mi guardavo la fine, ieri raddoppio l'incazzatura scoprendo che sul nuovo pc non c'è il lettore dvd, di cui avevo dato per scontata la presenza, e quello vecchio è ovviamente ancora fuori casa. Col sorriso sulle labbra realizzo che oltre a non poter vedere la fine del film, non potrò più neppure noleggiare qualcosa di nuovo, almeno finchè non tornerà a casa il vecchio pc, e ho visto che è uscito finalmente Identity. Vado a stappare lo spumante.

Passando al film (Pollicino), qualche considerazione su quello che ho visto. La messa in scena è davvero affascinante; molti aspetti sono davvero meritevoli di attenzione: la scelta cromatica, i fondali volutamente falsi e dall'aspetto teatrale, i costumi, il montaggio con cambi di scena volutamente ispirati ai vecchi film e l'atmosfera gotica generale. Solo la regia è troppo moderna in alcuni passaggi, tanto da stridere con il resto. Ieri ho realizzato quanto mi manchi la vecchia e cara France2, è stato bello vedere e sentire qualcosa di nuovo in francese, che non siano i soliti 5 film che ho in dvd, nonostante la semplicità dei dialoghi e la non eccezionalià del film. Alla fine considerando i soldi spesi nel noleggio e la non visione, tanto valeva che prendessi il dvd a Nice quest'estate, l'edizione speciale con due dvd e cd della colonna sonora costava poco più di 10€, a dimostrazione di quanto poco successo ha avuto questo film anche in patria.


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venerdì, gennaio 02, 2004

 

Non un film, ma un libro che mi ha incantato molto di più di molte cose viste nell'ultimo periodo. Mtich Albon dovrebbe scrivere un libro al mese, putroppo per era sono solo due le opere che ha prodotto. Le cinque persone che incontri in cielo pur essendo un romanzo ha la forza e l'intensità del suo primo libro (I miei martedì col professore). La storia è molto semplice ed in qualcosa, la rappresentazione della guerra e delle sue conseguenze, debitrice ad altri titoli che ho letto (Cuori in Atlantide, giusto per citare un riferimento per me davvero evidente), ma nonostante questo il libro risulta davvero coinvolgente ed emozionante. La lunghezza è davvero esigua, a fatica, non volendo consumarlo tutto subito, l'ho finito in poco meno di una settimana; Albom è molto diretto e scarno nello scrivere ma tanto chiaro e profondo, magari esprimerà concetti risaputi e banali, ma fa davvero bene leggere determinate considerazioni sul rapporto con genitori e con le persone che ami, in determinati periodi della propria vita. Urge rilettura del primo libro, parcheggiato nell'armadio da un mese ormai.


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giovedì, gennaio 01, 2004

M.

 

Stavamo camminando, da tempo, tenendoci per la mano, c'era il molto spesso il sole, ogni tanto pioveva o il cielo era grigio ed ogni tanto dovevamo lasciare la presa e fare un piccolo pezzo di strada da soli, però sempre tenendo d'occhio l'altro. Probabilmente controllavo ed avevo occhi solo per te, non mi ero accorto che d'improvviso il gelo stava a poco a poco ricoprendo l'ambiente circostante. Ad un certo punto mi sono accorto che ti scendeva una lacrima e pochi istanti dopo mi sono accorto che tenevi nella mano libera una pistola, ho appena avuto il tempo di guardarti stupito. Tu eri già deciso la mano salda sul grilletto, il colpo è partito, all'improvviso, diretto alle nostre due mani, le mani che si stringevano. Il colpo ha lacerato sia la mia che la tua mano. Mi sono guardato la mano ferita, incapace di capire come d'improvviso fosse successo una cosa tanto grave, come fossi stato stupido a non vedere prima la pistola. Dopo un attimo di distrazione ho alzato gli occhi, tu eri già lontano distante, o forse io mi ero allontanato, avendo paura che tu sparassi di nuovo. La strada che prima percorrevamo insieme non c'è stata più, da mesi ce ne sono due. Anche se già la nostra era tortuosa e ricca di insidie, quella su cui cammino solo è anche peggio, sempre buia ed in salita, ogni tanto ai lati ci sono persone che si offrono di prestarmi i loro bastoni per agevolarmi la salita, quando accetto, con un sorriso, alzano il bastone su di me, colpendomi, e mi portava via le poche cose che mi sono rimaste addosso. Il tempo passa, la ferita alla mano non è certo guarita, non riesco a trovare la cura; poi un giorno da lontano ti scorgo, lì sulla tua via, sempre avevo cercato guardandomi in giro di vederti. Volevo sapere di te. “Passerà...” dici; non mi sei molto di aiuto, sai? Lo so che passerà che io lo voglia o no, cosa non passa o si modifica?

l.


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