Ile de France
lunedì, dicembre 29, 2003
Il momento migliore di questi ultimi giorni è indubbiamente stato il pomeriggio della Vigilia, in cui finalmente ti ho rivisto. Sono state tante le emozioni che mi hanno attraversato quando ho incrociato di nuovo i tuoi occhi. Prima di tutto c'è stata comunque la gioia e la felicità di scoprire che un rapporto profondo, come quello che avevamo tempo fa, può da un momento all'altro tornare e rinascere.Nonostante i due anni di lontananza, lontani pur vivendo nella stessa piccola città , anni in cui poche mail poco hanno detto dell'uno all'altra, non c'è stato per nessuno dei due un grande imbarazzo nel ritorvarsi a scherzare, parlare e confidarsi. Poche ore non sono bastate per raccontarsi tutto, condensare esperienze e vissuto in così poco spazio era impossibile, molto avrei voluto aggiungere e dirti, prima tra tutte che la persona che tu credi essere la mia ex è in realtà il mio ex. Spero che ora non passino altri due anni. Mi chiedo cosa tu abbia pensato di me, di quello che sono ora, quando uscivamo insieme ero scorbutico, freddo, granitico; ora scottato dall'amore hai, forse, visto una persona triste (Ti sono comunque stati risparmiati i momenti peggiori.), piena di dubbi e incertezze, piena di sogni utopici di libertà ed indipendenza. Una persona che non riesce a guardare un film senza commuoversi, una persona distrutta. E' stata la prima volta in cui non mi sono visto nel ruolo di consigliere e di quello che ascoltava i tuoi dubbi e le tue preoccupazioni, ma in cui i ruoli si sono scambiati. Abbiamo parlato poco di te, comunque sei stata il miglior regalo di questo Natale...mi piacerebbe che d'ora in poi leggessi quello che scrivo qui, ma forse sarà il caso che prima ti faccia quella comunicazione di servizio di persona.

Sul fronte film ho rivisto con piacere e con mia nonna Treasure Planet. Ogni volta che lo rivedo lo trovo sempre meno costruito e freddo di quanto non mi fosse sembrato al cinema lo scorso Natale. Sempre meno mi spiego lo scarso successo avuto per un film, sicuramente meno butto di molti altri film d'animazione, sul mio campione di pubblico personale ha avuto molto successo, anche se mia nonna è stata un po impressionata dai pirati di Silver. Nonostante non sia tra i miei preferiti un film in cui, grazie alle immagini, una canzone cantata da Max Pezzali risulta un minimo coinvolgente non è certo da disprezzare.
mercoledì, dicembre 24, 2003
Povera Marina! Non capisco per quale motivo questo personaggio abbia dovuto subire un così triste trattamento in fase di doppiaggio sia in Francia che in Italia. La Gerini non fa certo meglio della Bellucci in versione francese. I limiti di Monica come attrice, ma soprattutto come doppiatrice sono ormai universalmente riconosciuti ma anche la Gerini è di una piattezza vocale imbarazzante; a questo si aggiunge una dizione non propriamente perfetta e una timbrica vocale che rende ulteriormente antipatico un personaggio già poco riuscito. Per il resto rivedere il film su uno schermo di grandi dimensioni è stato per me vedere qualcosa per la prima volta. Le scene d'azione, praticamente l'unico aspetto davvero riuscito del film, accrescono la loro intensità e spettacolarità ; ugualmente risultano anche accentuati i limiti dell'animazione, soprattutto per il davvero poco riuscito falco dei ghiacci. Per il resto il film è come lo ricordavo: buono sul lato spettacolare, ma davvero piatto nella caratterizzazione e nei dialoghi dei protagonisti.
lunedì, dicembre 22, 2003
Dopo anni che non veniva proposti in televisione nuovi film d'animazione della Disney, l'ulimo che ricordo è Bambi, i terribili sequel ovviamente non contano, Raiuno dovrebbe rimediare questa settimana. Film come questo sono maggiormente godibili in età adulta, in questo caso infatti il romanzo di Hugo è completamente stravolto, soprattutto nel finale e ovviamente la storia è semplificata dato il target a cui il film è indirizzato. Un adulto può capire cosa la Disney vuole nascondere e travisare dell'opera originale, così come succedeva per l'assurdo finale pacifista di Pocahontas. Il film, come quasi tutti quelli realizzati negli anni novanta, è un musical. Nonostante gli sforzi profusi nella scelta del cast vocale, le canzoni italiane sono semplicemente schiacciate dalla controparte originale. Soprattutto Hellfire e A guy like you subiscono un appiattimento indegno tanto da renderle inascoltabili. La realizzazione è nolto buona sia nell'animazione dei protagonisti sia nelle scelte cromatiche sia nell'ambientazione parigina. L'usa della Cgi nelle scene di massa ci fa intuire quanti passi in avanti siano stati fatti nel campo dell'animazione, basta infatti confrontare le scene di questo film col sontuoso ballo finale di Beauty & the Beast, come suggerisce uno dei contenuti speciali del dvd. Menzione finale e elemento cardine del film sono i tre garegoyles, protagonisti indiscussi di tutti i siparietti comici e che restano per me tra i migliori coprimari dei film realizzati negli ultimi anni.
lunedì, dicembre 22, 2003
Nel fine settimana un paio di amici mi hanno chiesto cosa pensassi del film ma non sapevo assolutamente come esprimermi. Già difficilmente do consigli su una cosa personale e soggettiva come i film, ma questo in particolare resta per me ancora un'incognita. Il film non è, ovviamente, un'opera memorabile, originale o particolarmente profonda e ben sceneggiata, ma questo è chiarissimo anche dal trailer. Forse il fatto che quasi mai perdo film come questo mi ha fatto sembrare le scena d'azione poco originali, dato il protagonista ho ripensato a Gadiator, e soprattutto l'ultima scena di battaglia mi è sembrata di una lunghezza estenuante. La ricostruzione storica, per un ignorante come me, è sembrata sufficientemente fedele; le navi in legno danno un sapore più umano e caldo alla pellicola, così come nel film di Olmi, che differenziano il film dalle ultime produzioni plasticose e sintetiche. I protagonisti non mi sono sembrati caratterizzati in maniera particolarmente originale o profonda, e soprattutto all'inizio ho avuto molta difficoltà a distinguerli tutti. Tornato però a casa venerdì sera mi sono fiondato a leggere come ne parlavano su Premiere, e ho così scoperto che il critco francese ha visto nel rapporto tra i due protagonisti una contrapposizione tra forza e scienza. Chiave di lettura di sicuro interessante a cui erò sarei difficilmente arrivato da solo, e che mi sembra tanto un voler leggere qualcosa di profondo e il ricercare un significato dove questo non c'è. Russel Crowe sarà anche bravo ma se Luca Ward lo doppia nello stessi e identico modo di Gladiator la sua recitazione non appare per nulla originale. Una menzione speciale va fatta al sonoro con scricchiolii del legno della nave che provengono dalle casse di tutta la sala e che fanno sentire lo spettatore sulla Surprise, se però bisogna citare questo come aspetto originale si capisce quanto povero sia il resto.
domenica, dicembre 21, 2003
venerdì, dicembre 19, 2003
martedì, dicembre 16, 2003
Ri-Meglio gioventù. Riguardandola, poco e male, in televisione, in queste sere, mi sono accorto del fatto che non è proprio il caso che la prenda in dvd. Per le prime due serate, la scorsa settimana, era andato tutto bene, dato che ero impegnato a fare il presepe e quindi potevo permettermi di essere deconcentrato. Ieri sera però, volendo evitare di commuovermi di nuovo, ogni due minuti, dovevo fare zapping e spostarmi su un altro canale. Forse è il caso che aspetti di metabolizzarla un po’ di più o di stare meglio mentalmente per valutarne l’acquisto. Le belle emozioni della prima visione c’erano ancora anche alla seconda, nonostante cercassi in ogni modo di reprimerle.
Instant love. Messo ormai nel dimenticatoio l’ultimo Harry Potter, sono passato a questo libro, ne avevo sentito parlare questa estate su Deejay, mai avrei pensato che fosse così interessante da leggere. La storia è molto semplice ma il modo in cui sono tratteggiati tutti i protagonisti, pur non essendo originale, ha fatto molta presa su di me. Forse perché i difetti di tutti li rivedo in me, forse perché sbalzi d’umore repentini e la confusione dei protagonisti è ormai una costante nella mia vita.
martedì, dicembre 16, 2003
lunedì, dicembre 15, 2003
venerdì, dicembre 12, 2003
Drin drin..
J: Sii
G: Cià sono io.
J: Ah ciao…
G: Come stai?
J: prossima domanda? Beh almeno ho la mente un po’ impegnata in questi giorni ed anche il tempo aiuta a non essere demoralizzato ogni minuto della giornata.
G: Credi di essere originale a scrivere così?
J: Beh no ma…
G: Credi di essere simpatico?
J: Mnho, però..
G: credi di essere divertente?
J: Mnho però.
G: Cred..
J: Insomma mi vuoi rovinare la giornata? Una delle poche giornate di sole? Lo so di non essere né originale né simpatico né nulla, scrivo così perché ieri ho scritto un mail ad A. in questa maniera e mi sono divertito a scriverla
G: Si ma…
J: e non interrompermi. Passando gli ultimi due giorni davanti al pc se non scrivo in questa maniera mi passa proprio la voglia di scrivere qualcosa.
G: Vita interessante vede!
J: Beh dovrò pure lavorare per l’elaborato finale; pensavo anche io di sbrigarmela in fretta con questa prima parte del lavoro ma i dati sono talmente tanti e tanto scombinati che sto lottando da due giorni con Excel per riuscire ad ottenere quello che voglio. Pensavo di cavarmela in due giorni ma sono ancora indietro e contavo di finire il lavoro per domenica, anche perché devo iniziare a studiare per l’ultimo esame un po’ seriamente.
G: Ma il signor A. perché non lo chiami?
J: Beh non ho il numero
G: Beh basterebbe chiederlo no?
J: Si ma non è detto che ogni mia richiesta sia soddisfatta.
G: In pratica non hai il suo numero e non lo avrà mai, ma che tipo di rapporto può avere con una persona che non può raggiungere mai?
J: Mi è ancora concesso di poter soffrire quanto e come voglio.
G: Per il resto.
J: Ho quasi finito L’ordine della fenice, mi mancheranno un centinaio di pagine. Devo dire che non ho avuto la frenesia di leggerlo come per i precedenti, nonostante lo stia finendo in due settimane. E’ secondo me troppo diluito nella prima parte, Natale arriva dopo metà del libro, mente volano via veloci gli ultimi mesi. Ci sono buoni spunti che però muoiono proprio dove nascono. Un po’ come quelli dell’ultima stagione di Er. Poi c’è sempre lo schematismo del racconto, ma in fondo dovrebbe essere un libro per bambini…
G: E poi?
J: Poi ho ancora l’ultimo di Robert Harris, e ho da rileggere I miei martedì col professore, mi aveva molto emozionato anni fa. Poi ripasserò in biblioteca a cercare qualcosa.
G: Si ma non avresti dovuto parlare di cinema qui?
J: Non so se hai notato ma ho appena riparlato di Finding Nemo. Ora vorrei vedere Le invasioni barbariche, ma non sono sicuro che sia una buona idea non avendo visto il film di cui è il sequel, ed inoltre mi piacerebbe vederlo in francese, e poi dovrei trovare il tempo di andare al cinema quando sono lì a Milano e poi…
G: Che noioso, tanto scommetto che appena esce Simbad farai i salti mortali per rivederlo.
J: Beh ma ad Avignon il cinema non era grande e poi….OH insomma perché mi devo giustificare per i film che voglio vedere, mi stai stufando. Sono meglio i miei dati sulle precipitazioni.
Tututututut
G: Il solito scontroso, maleducato, incazzoso mi chiedo ancora chi me lo fa fare di chiamarlo.
mercoledì, dicembre 10, 2003
Finalmente al cinema. Era da prima dell’estate che non tornavo al Manzoni, mi sono davvero divertito a subire una sorta di interrogatorio dalla commessa e dalla maschera. Partendo da "Quanti biglietti vuoi ?" quando c’era la sala d’ingresso del Manzoni deserta, passando per il "Come mai viene al cinema da solo?". Poi, siamo passati all’interrogatorio sul film, e come mai, uno studente universitario, prossimo alla conclusione, andasse a vedere quello che loro ritenevano "un film per bambini"; quanto avrei voluto disquisire sul fatto che a Natale proietteranno quella cosa indicibile di cui c’erano già i cartonati nel cinema. Passando quindi sul perché io che non abito a Milano fossi finito in quel cinema e non in uno più vicino a casa mia. Per fortuna il primo padre con bambino che arrivava per il film li ha interrotti da ulteriori domande, chissà cos’hanno pensato quando gli ho detto che avevo già visto il film in dvd, per fortuna che non hanno più potuto indagare. Quindi già col sorriso sulle labbra sono entrato in sala.
Promemoria: ricordasi di non arrivare al Manzoni troppo presto in una delle prossime visite.
Il sorriso prosegue quando iniziano i trailer, si parte da Brother Bear che ho finalmente il piacere di vedere in dimensioni degne, ma che in italiano è stato orribilmente doppiato, sarà per il fatto che ormai conosco a memoria quello inglese ma tutte le voci mi sono parse piatte e poco espressive. Un po’ meglio è andata con The Incredibles forse perché le parole sono di meno, film che arriverà in Italia con un solo mese di ritardo rispetto all’uscita americana e che avrà però la sfortuna di essere al cinema contemporaneamente con Shrek2. Su Nemo mi sono già espresso alla prima visione; è per me un passo avanti rispetto a Mosters Inc. che soffriva per la lungaggine della noiosa sequenza d’azione finale e dei pochi personaggi incisivi (Solo i tre protagonisti suscitano davvero simpatia.); sta sempre un passo sotto a A bug’s life in cui tutti i protagonisti avevano il loro spazio. In Nemo, purtroppo, molte belle idee sono state buttate via per la concitazione delle scene che devono dare un tempo totale a durata di bambino. Il doppiaggio, odiato, ma grazie al quale ho capito il 60% delle battute perse, è accettabile e non si rimpiange più di tanto la Dory originale. Ingiustificabile invece i nomi appioppati allo squalo Bruce e al pellicano Nigel. Ogni volta che esco dal cinema dopo aver visto certi film mi sento tanto strano, come sempre sono solo io, immerso tra i pochi bambini a passare tutto il tempo a ridere come uno stupido. Resta la voglia di rivederlo in dvd o al cinema appena avrò tempo, da una parte la perfetta pulizia delle immagini che è rovinata nella trasposizione su pellicola, ma dall’altra si guadagna in dimensioni rispetto ai 14’ di camera mia.
lunedì, dicembre 08, 2003

Anche in televisione si avvicina il natale e si rispolverano le classiche pellicole a tema. Non c’è in verità molto da dire su The grinch, il target del film è, infatti, quello dei bambini e quindi la storia e semplice e lineare, come quella del libricino da cui si ispira, e i personaggi sono bidimensionali. L’atmosfera ha vistosi cali di stile verso lo zuccheroso ed il melenso nel finale del film, ma soprattutto nella canzone cantata dalla bambina protagonista, che è stata anche peggiorata nel doppiaggio italiano. Poco credibile infine il giovane Grinch protagonista del flashback, al contrario di tutti gli altri protagonisti del film. Il film resta comunque piacevole e divertente, ricordo di aver riso davvero tanto al cinema, grazie alle battute cattive del grinch e alle smorfie di Jim Carrey.
sabato, dicembre 06, 2003
M.
Ieri mi sono ritrovato a pensare se anche tu ti sei accorto di quello che per sempre abbiamo perso, se pensavi che quello che abbiamo costruito fosse facilmente replicabile. Di certo ho sbagliato se siamo arrivati a quel punto, ho sbagliato e neppure so che cosa, visto che non me l’hai detto, me lo sono chiesto anche da solo ma non ci arrivo. Hai preso tu, da solo, tutte le decisioni. Hai deciso quando rendermi partecipe della situazione, hai deciso tu cosa io provavo per te e hai deciso tu quello che era cambiato. Nel corso di un caldo mese ti sei fatto tutto il tuo schema mentale, pensandoci senza dubbio profondamente, ma, ripeto, solo valutando qualcosa che forse era il caso di discutere in due. Dopo l’ultima telefonata, sempre solo, hai deciso che io ero diventato freddo ed avevo già iniziato a guardare altrove; sicuramente hai avuto ragione ma sapendo i tuoi meccanismi di relazionalità con gli altri, la tua tardiva risposta alle mail non poteva che essere interpretata in una unica direzione. Io penso che tu avessi capito come sono complicato, insofferente e che avrei desiderato una unica cosa. Ora dopo una minima illusione e qualche sensazioni di sbornia, mi rendo conto di come sia bloccato nell’affrontare qualsiasi persona nuova, sempre proteso verso il futuro, sempre a voler caricare ogni singola parola di profondi significati. Trovare qualcuno come te, non è facile, quando te l’ho detto mi hai quasi riso in faccia e sulla situazione pesa che con una persona come te ho sbagliato e non ha funzionato. Per te magari è stato più semplice, non so, mi rendo conto che da un certo punto in poi mi sono limitato egoisticamente a pensare a me stesso. Utile mi sarebbe come hai iniziato a trovare nuovi stimoli, re li hai cercati, sempre che tu legga.
l.
venerdì, dicembre 05, 2003
Conversazione da ascensore. E' stato davvero strano rivedere il sole, oggi. Per chi come me abita vicino a Milano e non lo vedeva da tempo. E' stato come ritrovare qualcosa che mi mancava da troppo tempo, anche se il sole non è tornato in me, almeno sono potuto restare in casa senza dover tenere accese le luci dalle otto di mattina.
giovedì, dicembre 04, 2003
Ieri ho approfittato dei problemi di salute che mi costringono in casa e sul letto per dare un occhio a qualche film in dvd. Non ho scelto nulla di nuovo perché ero e sono ancora, troppo spossato per prestare vera attenzione alle immagini, ogni tanto ho chiuso gli occhi nelle scene meno interessanti. Beh ho rivisto Beauty and the Beast e devo dire che comunica a dimostrare gli anni che ha. L'animazione, quella di Belle, su tutti, è molto approssimativa rispetto a come la ricordavo e rispetto alle produzioni più recenti. Ho anche rivisto The sixth sense, giusto per commuovermi un po’. La mia attenzione, questa volta, è stata attirata soprattutto dalla sottotrama della nonna di Cole, e da una delle scene finali che era rimasta velata e un po’ in ombra nella mia mente. Mi sono accorto come in questo momento mi manca, tra le tante cose, qualcuno che creda in me e in quello che faccio, qualcuno che sia orgoglioso di me giorno dopo giorno. Sentimenti che si costruiscono a poco a poco nel corso di anni e che una telefonata è in grado di distruggere in pochi secondi. Sarebbe bello se al supermercato ti vendessero incelophanato un uomo che ti stia attaccato e che giorno dopo giorno lodi per tutto quello di buono che fai. Torno a stendermi.
martedì, dicembre 02, 2003
II
C’è poco da aggiungere questa seconda parte si è confermata all’altezza della prima. Le emozioni sono giunte in maniera più immediata, forse perché i personaggi erano già nella mia testa forse per la narrazione. Infatti, rispetto alla prima, la storia rimane maggiormente sullo sfondo si privilegiano gli incastri delle storie dei personaggi. In ogni scena, grazie a tutti gli attori, si rimane coinvolti profondamente dai loro sguardi dalle loro parole, ci si emoziona e mi rendo conto che è questo che in questo momento chiedo ad una pellicola. Forse si può trovare da ridire sui troppi incastri dei personaggi ancora maggiori rispetto all’inizio, a come gran parte delle situazioni risulti semplice, il trasferirsi da una regione all’altra il cambiare casa da un momento all’altro; ma in fondo non si tratta di realtà e non credo che rappresentarla fosse lo scopo di chi ha realizzato quest’opera. Pienamente soddisfatto.
martedì, dicembre 02, 2003
lunedì, dicembre 01, 2003
Roger rabbit in dvd.
Ieri sera sono riuscito a guardare qualcosa del dvd che giaceva nell’armadio dal suo arrivo. Mi pare giusto segnalare che non l’ho preso in Australia per l’unico scopo di vantarmene, ma solo perché nonostante il viaggio che ha fatto, mi è costato circa la metà di quanto l’avrei pagato nei negozi in Italia. I due dvd inoltre sono gli stessi della nostra edizione quindi con audio anche italiano. La confezione è una slipcase in cartone, come la nostra, ma più resistente rispetto agli standard italiani. La copertina esterna è diversa da quella italiana ma entrambe sono nettamente inferiori a quella francese, che riprende i colori da finta pelle che caratterizzano l’astuccio interno, con un disegno che rappresenta la sagoma di Roger. Tra gli extra, quelli che più speravo di trovare, sono i tre cortometraggi, realizzati in seguito al successo del film, fortunatamente, ci sono e ho così potuto rivedere i due già visti e ridere per la prima volta con il terzo. Quello che visto inoltre sono brevi documentari di 4/5 minuti che mostrano come si lavorasse sul set: una scena a confronto sul set e con gli effetti aggiunti; una sequenza coi pupazzi di gomma con i quali recitavano gli attori al posto dei cartoni e uno spezzone di una scena con il taxi. Non sono ancora riuscito a vedere il lungo documentario e a sentire il commento al film sul primo disco, ma immagino che siano di alta qualità come il resto del materiale visionato. Ultima segnalazione per il menù del secondo disco in cui appare anche Kuzco.