Ile de France



domenica, novembre 30, 2003

I

Senza accorgermene devo essere totalmente impazzito in questi ultimi due mesi, altrimenti non si spiegherebbe quello che ho noleggiato ieri. Così, in assoluto ritardo rispetto a chi l’ha visto al cinema, e di poco in anticipo per chi lo vedrà infarcito di pubblicità, sono stato rapito dalla prima metà dell’opera. Le mie attese erano però diverse da quello che ho visto, mi aspettavo qualcosa di più marcatamente emozionante, invece la colonna sonora e le immagini non mi hanno trasmesso tutto questo. La colpa è sicuramente mia che non riesco mai ad essere veramente partecipe di storie ambientate con precise connotazioni, spaziali e temporali in Italia. Alla fine ho ripensato a come mi ero sentito vedendo Xavier lasciare l’auberge espagnole, o quando Dominque Bretodeau ritrova la sua boîte à souvenir o ancora quando Geoges Lopez parla della sua professione di insegnante; indubbiamente in ognuno di questi casi mi ero sentito più partecipe e coinvolto in quello che avevo visto. La prima metà resta in ogni caso un ottimo e valido lavoro, ben scritto diretto e recitato; l’unico difetto oggettivo, potrebbe essere imputabile alle scorciatoie che rendono più veloce lo sviluppo della storia e incastrano tra loro i personaggi in maniera non molto credibile. Al contrario di Muccino la costruzione dell’emozione non si fa su belle scene, coinvolgenti in prima battuta ma semplicemente fini a se stesse, infatti, con toni più equilibrati e pacati si raggiunge una maggiore efficacia e profondità. Non si spiegherebbe altrimenti, come mai, i tasselli di questa prima metà del puzzle, mi girano ancora in testa. Resta la curiosità sulla seconda parte, nonostante le critiche meno entusiastiche, curiosità che sarà appagata o tra un paio di settimane dalla televisione o appena avrò il tempo di andare a noleggiarla.


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sabato, novembre 29, 2003

I film ritardatari. Panoramica su qualche film uscito in Usa ma che da noi arriverà solo tra qualche mese o forse mai.

  • Jeepers Creepers 2. Ricordo con piacere il primo capitolo: divertente e ben girato. Grazie alla Buena Vista Italia, che lo distribuì al cinema, è uscito in dvd con un anno di ritardo e l’edizione è priva di tutti gli extra presenti sulle edizioni estere: dalle scene eliminate ad un lungo documentario di più di un’ora sui film d’orrore. Il secondo non aveva fino a poco tempo fa un distributore ufficiale, ma dovrebbe arrivare in Marzo, così come in Francia, intanto gli americani possono già vederselo in dvd.
  • Cypher. Opera di Natali, del famoso cubo senza uscita. Il film è sulla carta già uscito in Francia, mentre non dovrebbe essere ancora stato distribuito in Usa. La storia dovrebbe riguardare cospirazioni governative di x-philiana memoria. Non esaltanti le poche critiche francesi che ho letto. L’uscita italiana era inizialmente prevista per fine Novembre, arriverà?
  • Wallard. Terzo film firmato Morgan&Wrong, che hanno avuto sempre meno successo di pubblico con le loro pellicole. Uscito, in primavera, tra l’indifferenza generale e le pessime critiche in Usa e probabilmente anche in Francia, ha poche possibilità di giungere da noi. L’interessa primario era vedere come se la cavava la mora di Mulholland. Sottotitolo probabile per il lancio: Una topa tra i topi.
  • Brother Bear. Il primo venerdì di Marzo esce al cinema, ma di più mi interessa sapere quando uscirà il dvd r1. Il resto è superfluo: sono troppo di parte.

Per ora non mi sembra ci sia altro in mostruoso ritardo.


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venerdì, novembre 28, 2003

Riuscirà un'esame passato con tanta fortuna, il cambio di libri per passare all'ultimo che avrò tra le mani a migliorare il mio umore? O dovrà pensarci Nemo la prossima settimana?

Fantastiche prospettive ho di fronte.


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mercoledì, novembre 26, 2003

Una telefonata breve ma inaspettata, mattutina ma non invadente ed un pacco giunto dall'Australia possono risollevare una ulteriore e interminabile giornata passata sui libri. Il dvd, purtroppo, finisce sulla mensola in attesa di potergli dedicare la giusta attenzione.


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martedì, novembre 25, 2003

Tutto si muove tutto si evolve, tutto migliora, l'entropia dell'universo aumenta costantemente, ma perchè solo io non vi partecipo? Stanco, stufo, annoiato, deluso e afflitto ed ogni aggettivo che possa descrivere uno stato di apatia che non ha al momento vie d'uscita; ecco come mi sento in queste ultime settimane. Il sole non brilla nè fuori nè nel mio cuore. Ci vorrebbe un piacevole imprevisto qualcosa che mi allontani dalla solita routine, niente di che l'importante è che arrivi al momento giusto. Forse basterebbe solo un altro esame da preparare ma non questo (anche se la scelta non è poi molta essendo solo due i restanti). Confidando che finisca, confidando che gli stimoli arrivino, riapro i libri.

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domenica, novembre 23, 2003

Passato, forse a ragione, del tutto inosservato in Italia; candidato all’Oscar come miglior film d’animazione, forse per l’unico motivo che due candidati non erano sufficienti; protagonisti ripresi in una serie televisiva non ancora arrivata da noi. Il film alla seconda visione mostra già molti dei suoi limiti, le canzoni scelte per accompagnare la storia su tutto, infatti, volendo forse attirare bambini con aspirazioni da adulti, sono cantate dai maggiori esponenti della trash-music degli ultimi anni. Mentre ad una prima visione ci avevo prestato poca attenzione, rivendendolo speravo solo che la lagna musicale finisse il prima possibile. Il film è una commedia come quasi tutti i film d’animazione computerizzata prodotti, fino ad ora, negli Usa, l’ironia è però più infantile, immediata e meno citazionistica se si paragona ai Pixar. L’animazione caricaturale, per scelta secondo gli autori, molto più probabilmente per motivi di budget, riesce lo stesso ad essere gradevole e a non mostrare forzature e cali di stile, al contrario di Ice age e dei suoi cavernicoli. Film guadabile e godibile ma forse davvero sconsigliato alle persone con alto quoziente intellettivo.


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giovedì, novembre 20, 2003

Avrei bisogno di qualcuno che mi prendesse sonoramente a ceffoni in questi giorni, mi sento completamente sfasato e apatico. Non riesco a trovare stimolo in nulla di nuovo, sarà colpa delle inutilità che sto studiando, sarà che sono diventato anche metereopatico e a Milano gli ultimi due giorni sono stati tragici, ma non posso permettermi di piangere appena parte una canzone con (s)chitarra(ta) alla radio!

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mercoledì, novembre 19, 2003

Solo un paio d'ore per espugnare il castello. Pensavi che quella consuetudine, consolidata da quasi due anni, era il meglio che avessi potuto aspettarti che nulla di meglio non avresti mai e poi mai potuto trovare. Ma scopri che, al posto di una salda fortezza, inespugnabile, ma fatta di vie e trabocchetti che ti consentono solo un tortuoso e difficile percorso, è meglio avere un campo sterminato da attraversare. Poterti sentire prima di tutto coccolato dal sole piuttosto che in dovere di seguire una scaletta e dare dimostrazioni. Ma certi momenti sono magici e probabilmente irripetibili.

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lunedì, novembre 17, 2003

Per una volta era vero, per una volta i consigli erano giusti e le opinioni sentite vere. Il film non poteva però colpirmi in una giornata peggiore, tra i miei sogni non realizzabili e la realtà che è proprio un’altra cosa. Oggi ho lo stomaco ancora sottosopra e i libri non fanno che aumentare il mio disgusto, ma ieri col mio solito cinismo, invece di commuovermi, ho pensato a me stesso, e al mio bicchiere, che si sarebbe non rotto ma disintegrato. Una revisione è necessaria, magari non da solo e soprattutto in maniera dignitosa: senza pubblicità e senza i quindici minuti iniziali persi per la cena.


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domenica, novembre 16, 2003

Via da Las Vegas.Csi:Miami uno spin-off senza un perché.

La prima stagione è giunta quasi alla metà come si fa sempre si tira un bilancio. Il telefilm è sicuramente ben realizzato a livello visivo, risente purtroppo del confronto con la serie che l’ha generato, le prospettive in soggettiva nei cadaveri martoriati non stupiscono più. Ci sono pallidi tentativi di creare qualche invenzione sul montaggio, rendendolo frenetico, ma è davvero troppo poco per essere originale, anche il colore dominante delle inquadrature è il rosso e i toni caldi sono gli stessi della prima stagione della serie originale. Maggiore efferatezza e violenza nei casi da risolvere, forse semplice soggezione mia, ricordando che in USA è trasmessa alle 10pm; ma sul tavolo del patologo di Las Vegas non si era osato tanto quanto si è finora visto a Miami. Più storie con vittime innocenti e bambini testimoni involontari sono gli episodi che rimangono impressi. Forse l’unica notizia che circolava prima dell’arrivo della serie era che largo spazio sarebbe stato concesso alle vicende dei protagonisti, come accade in ER, nulla di più falso; fino ad ora nulla di fondamentale, non sono neppure riuscito ad afferrare per bene i nomi di tutti. Il cast è però allargato ma non largo tanto quello di ER. Tutto e bene e nulla di memorabile; il maggiore difetto è di togliere copioni alla serie madre, che già alla seconda stagione era in affanno. Rivoglio comunque Gil.


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sabato, novembre 15, 2003

Inizio, diffidenza, interesse verbale, fiducia minima, fiducia crescente verso il gradino sopra, l’interesse vero o pilotato?, aspettative, illusioni, ansia, tieni i piedi per terre, fraintendimenti, incontro, mamma mia Dio esiste, dov’è la fabbrica?, imbarazzo, timidezza, paura di sbagliare, banale lo fanno tutti, parole, inutili parole, ricordi e lacrime, tempo poco tempo, interesse, scarso interesse, altra persona altro vivere, ribaltamento delle aspettative, blocco porta, motorino, arrivederci lo pensi tu, strano stato d’animo, la solita pecora nera, gioia o delusione?, tempo buttato?, aprire di nuovo il motore di ricerca.

Il referente non legga ma, che consolazione può essere, il fatto che mi sia divertito, quando per me le premesse erano altre.


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mercoledì, novembre 12, 2003

Il film si potrebbe liquidare con una definizione, diventata un classico in questi ultimi anni, che si sente un po’ ovunque, tra amici, sui mezzi pubblici, nei negozi, ritornata in auge dopo l’ondata di film con supere eroi: il film è un fumettone. I miei sbiaditi ricordi però non me lo fanno rammentare tanto brutto, può benissimo essere che quel giorno mi avessero inconsciamente somministrato funghi allucinogeni e, quindi, fossi incapace di intendere e volere. Può essere che al film associo la divertentissima citazione, presente in uno dei pochi episodi divertenti dell’ultima stagione di The Simpsons, da poco trasmessa in Italia. Oppure sarà, prendendo spunto da un recente articolo di Aldo Grasso, che il film è talmente brutto e trash da essere gradevole alla vista. Sarà qualsiasi cosa ma io al cinema mi ero divertito. Divertito a vedere gli effetti speciali che al tempo riuscivano ancora a stupirmi e non solo ad annoiarmi. Divertito a vedere un film tanto astruso di cui ricordo benissimo la retina di un defunto usata come diapositiva con tanto di messa a fuoco. Il resto è abbastanza ordinario recitazione, regia e scenografie; o al di sotto della sufficienza come trama e dialoghi. Di certo non cancellerò il piacevole ricordo del film riguardandolo, per chi non l’ha visto domani sera dovrebbe essere trasmesso.


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martedì, novembre 11, 2003

Notizie dal mondo:

  • In Usa è stata già annunciata una nuova edizione in dvd di Ed Wood. Questa volta i dvd saranno due, io mi ritengo soddisfatto di quella uscita solo una decina di mesi e, sperando non ci siano contributi speciali interessanti, ad esempio le, per me irrinunciabili, scene eliminate, non cederò a questo assurdo ricatto.
  • La data di uscita della terza ondata di Disney Treasure è stata spostata di quattro mesi; così anziché a Dicembre, dovrebbero essere commercializzati in Maggio. Davvero contento che il secondo volume di Mickey in living color mi arriverà così tardi, soprattutto perché con la polita di dvdsoon i soldi sono già stati addebitati.

Per ora è tutto, vi lascio ai programmi della serata.


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sabato, novembre 08, 2003

Dvd: edizioni a confronto.

Parto da un aspetto futile come la copertina, ed anche in questo l’edizione francese è nettamente superiore propone, infatti, la locandina del film, la nostra edizione rinuncia alla raffinatezza e ai colori originali ma anche alla locandina italiana del film, usando una grafica davvero deludente. Molto più importante l’assenza di tutti i deliziosi contenuti speciali, se è vero quanto riportato sul retro della confezione. Nell’edizione francese questi non hanno una durata eccessiva, in totale non si supera l’ora, ma sono tutti irrinunciabili per chi ha amato il film. Si parte da un’intervista al regista di una ventina di minuti. Si scopre così con quali criteri è stata scelta la scuola, e che alcune scene non sono totalmente naturali ma stimolate dal regista stesso, come i compiti a casa di Julien. La presentazione del film a Cannes è un vero e proprio cortometraggio che ci riporta alla poesia e alle atmosfere del film. Quindi alla voce scene scartate troviamo varie riprese con i bambini che ripetono delle filastrocche di fronte alla telecamera, anche se non è detto esplicitamente può essere che fosse un modo di far riprendere, a tutti, confidenza con la telecamera all’inizio delle settimane in cui la troupe ritornava nella scuola. Chiudono i contributi speciali i trailer dei docu-film, realizzati da Philibert prima di Etre et avoir. Insieme al dvd c’è un vero e proprio libretto con le foto e nomi di tutti gli alunni, anche quelli che nel film hanno davvero poco spazio, e la trascrizione della stessa intervista al regista, già presente sul dvd. Insomma per chi come me ha molto amato questo film, per il dvd fa meglio a rivolgersi al mercato francese.


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venerdì, novembre 07, 2003

Finalmente è arrivato, anche per quest’anno, il turno del film italiano; infatti, per me, quasi tutti i film realizzati in Italia sono film di serie b che non meritano una visione neppure alla televisione. Oltre ai panettone movie, detesto i film che realizzano gli inutili comici della televisione che hanno una qualità artistica da semplice prodotto televisivo. In realtà non è così, ma il fatto che si trovino sempre soldi per produrre semplice spazzatura e il fatto che ritengo comunque troppo sopravvalutati dalla critica i nostri film, mi hanno spinto con gli anni ad avere questo atteggiamento; quest’anno in realtà ne avevo già visto un altro, più o meno costretto, ma anche invogliato dalla solita prestazione comica che avrebbe offerto la Bellucci, ma difficilmente si ripeterà l’esperienza. Il film di Olmi, nonostante la produzione, è ben distante dalla nostra cultura, il respiro della vicenda è ovviamente orientale. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla densità di avvenimenti, dalla scorrevolezza della storia e dalla linearità. L’alternanza narrativa tra teatro e vissuto è, infatti, perfettamente riuscita; si lasciano al teatro quasi solamente le situazioni ambientate sulla terraferma, mentre l’acqua e i pirati sono protagonisti vivi del film. Le sensazioni suscitate sono state simili a quelle dell’ultimo Miyazaki: colori e odori di una terra lontana, poesia e magia; la sequenza con gli aquiloni è davvero ben riuscita e assolutamente meravigliosa. Inoltre la produzione è davvero ben realizzata ed il film non mostra nessuna debolezza di realizzazione. Così, almeno una volta all’anno, mi sento italiano anche al cinema, ora spero di essere ugualmente fortunato anche il prossimo. Nota a margine: ogni volta che ritorno all’Eliseo di Milano, molto maleducatamente, mi chiedo cosa vengono a fare le persone anziane a vedere certi film dato che capito vicino solo a signore che passano metà del film a dormire, salvo poi discutere animatamente con mariti e amiche sulla bellezza della pellicola al momento di lasciare la sala, ed ogni volta mi dico ma come può dirlo se neppure l’ha visto il film?


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mercoledì, novembre 05, 2003

"Lo farà pevhrhvchè lei lo ama!" Perché la rivoluzione doveva finire così? Cosa ti è successo Monica? Non avrai forse detto a tutti sul set di essere un’attrice? Com’è possibile che tutte le scene, che una Venere come te, ha girato, sono state tagliate in fase di montaggio? E perché prima che si compisse questa enorme tragedia c’è toccato anche il trailer di Tears of the sun nel quale non ti sei autodoppiata? Tutti interrogativi senza risposta come molti di quelli di Matrix.


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martedì, novembre 04, 2003

Pearl Harbor

Inutile pasticcio soporifero e scalcinato. Basterebbe questo ma perché rinunciare al divertimento? Fino ad ora il film peggiore che mi sia capitato di vedere al cinema. L’unico film per il quale sono stato contento che le persone dietro di me abbiano parlato per tutto il tempo, almeno ho avuto qualcosa d’interessante da sentire e seguire. L’unico film per il quale i ritardatari della sala erano premiati, soprattutto se arrivavano alla fine del primo tempo. Credo il primo film nel quale mi sono accorto del talento recitativo di quel quarto di manzo surgelato di Ben Affleck, uomo dall’alta espressività, stranamente ancora non premiata con l’Oscar. In un film come questo non stona davvero, in Daredevil meglio di lui avrebbe di sicuro fatto un merluzzo. Il copione è tanto ben costruito e credibile, che persino gli attori di una soap si sarebbero rifiutati di recitarlo. Prodotto per essere il nuovo Titanic, mescolando amore e storia, è colato a picco da solo. La televisione non aiuterà di certo ad apprezzarlo, soprattutto per chi come me si accontenta di un 12’. Consigliato a chi soffre d’insonnia.


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domenica, novembre 02, 2003

Finalmente il trailer è disponibile sul sito della Disney:

http://disney.go.com/disneypictures/homeontherange/main.html

Ed ora inizia la lunga attesa di un anno per vederlo al cinema in Italia.Mi sarebbe piaciuto linkare qualche immagine di Home on the range ma non ne trovo proprio stasera...


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domenica, novembre 02, 2003

La solita banalità: i film doppiati non piacciono a nessuno, o almeno nel mio limitato campione rappresentativo accade così. Il mio disprezzo verso il doppiaggio risale a molti anni orsono, quando iniziai a sentire le canzoni in originale dei film Disney. Da quel momento ho cominciato a desiderare di vedere i film in lingua originale, per fortuna, è giunta la salvezza mia e di tutti: il dvd. Purtroppo però per me l’inglese rimane una lingua per lo più oscura e quindi almeno una visione al cinema nella nostra lingua rimane il punto di partenza. Un inutile panegirico per sentenziare che Sleepy Hollow è semplicemente indegno riascoltato in italiano, anche solo per qualche minuto. Ho provato un senso di sconforto in una delle scene iniziale, in cui ci sono molti degli attori, e di cui a memoria ricordavo le parole originali del mio dvd Uk, che in italiano sono così piatti e poco espressivi. Mi consolo col fatto che il film è stato programmato in un periodo davvero adatto alla sua visione e che chi l’ha visto per la prima volta ha magari maturato il desiderio di rivederlo in lingua originale.


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