Ile de France



lunedì, settembre 29, 2003

Non avrei mai pensato che questo blog diventasse anche un blog personale; prima di aprirlo ne lurkavo solamente uno personale, di una persona che non conosco dal vivo, e mai mi ero preoccupato cercare quanti ce ne fossero di quanto l’uno fosse diverso dall’altro, per stile e tematiche affrontate. Mi piaceva l’idea di poter parlare di cinema e magari scrivere qui le mie semplici impressioni invece che scambiarle in mail con qualcuno; poi leggendo gli altri blog di cinema mi sono un po’ spaventato della competenza e della perfetta scrittura delle persone che li tengono. Questo non mi ha scoraggiato ma lo stanno facendo le uscite in sala davvero deludenti e non si prospetta nulla di buono fino alla fine dell’anno, solo film di cui sapevo dell’uscita da mesi, giusto un paio per mese, e nessuna novità. Un anno davvero deludente questo 2003. Il noleggio non mi piace più di tanto, le vhs non le posso vedere ed in dvd i titoli più vecchi e meno noti non sono disponibili. Ed inoltre lo scrivere di fatti personali in questo momento mi fa bene anche a livello terapeutico, spero che le poche persone che conosco cui avventatamente ho dato l’url l’abbiano perso, visto che mi trovo più a mio agio sapendo che non mi legge nessuno o almeno nessuno che conosco davvero.


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domenica, settembre 28, 2003

Ogni particolare, ogni emozione, ogni parola che senti pronunciare ti riporta a chi percepisci ormai distante e irraggiungibile. Vorresti pensare ed impegnare la mente con mille altre cose ma tutto magicamente ti riconduce al punto di partenza. Le emozioni vissute insieme sono troppe e ancora non sei capace di ragionare a mente fredda, ogni momento ci pensi e ripensi indeciso su come continuare. Devi sol aspettare che le emozioni si allontanino e il quadro si faccia più chiaro e giudicabile. Passerà?


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venerdì, settembre 26, 2003

Emperor’s new groove

Scarso successo di pubblico per uno dei più sottovalutati film prodotto negli ultimi anni dalla Disney. Il film è una commedia divertente e briosa che non sfigura accanto ai ben più famosi prodotti della Pixar. Anche l’adattamento italiano è molto buono; le voci di Kuzco e Kronk sono timbricamente identiche a quelle originali, ed anche l’interpretazione di Izma, pur discostandosi dal modello, è assolutamente divertente. Unico neo la canzone dei titoli di coda, che se ben ricordo, era stata ricantata da uno sconosciuto in maniera dilettantesca. La pellicola ha un ritmo fulminante e sicuramente i bambini non riusciranno a seguire e cogliere il significato di tutte le battute, che si susseguono a raffica in molti momenti del film. Questa pellicola è, secondo me, interessante perché si discosta dalla classica produzione Disney, già dal protagonista un avido e meschino imperatore e per la narrazione incalzante che ricorda da vicino i cartoni della Warner. Il film è disponibile in dvd da tempo, sul nostro mercato ovviamente c’è solo l’edizione a disco singolo, davvero povera, come sempre accade la Buena Vista Italia non ci fa mancare nulla. All’estero è disponibile una versione Collerctor’s, che è però molto standard in quanto a contenuti speciali. Infatti, nonostante questi occupino un disco intero, i contributi sono molto brevi e nessuno degli aspetti del film è approfondito a sufficienza. Un aspetto come il passaggio del progetto da musical a commedia è spiegato in maniera scarna e molto superficiale. Molto meglio il secondo disco di Atlantis con la possibilità del tourn around dei mezzi meccanici. Unica nota positiva è il contributo in cui scopriamo quali elementi sono stati realizzati col computer, che ad una prima visione non si notano assolutamente. Un ottimo film comico.

Da non perdere.


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giovedì, settembre 25, 2003

Parlare di cinema in questo momento mi è davvero difficile; la mia passione è stata negli ultimi tempi una passione condivisa con un’altra persona, con una persona che in questo momento ha altre cose a cui pensare e con la quale non so se mai troverò l’intimità di prima. Veder le news su Matrix o Lord of the rings mi fa solo pensare a con chi ho visto gli episodi precedenti. Vedere il dvd d’Amelie non mi fa pensare al film che più ho amato ma solo a chi avevo di lato in sala, a come mi ha intrattenuto prima dello spettacolo e a quante sono state le visioni successive insieme. Sentirò ancora una volta "Di CRUNCH CRUNCH cosa ti lamenti! CRUNCH CRUNCH I pop-corn CRUNCH CRUNCH non me li fai mai prendere CRUNCH CRUNCH" ? Il cinema riacquisterà così una dimensione solitaria e intima, una dimensione diversa che comunque mi piace. Al più presto (tra pochi minuti) cercherò comunque di scrivere qualcosa soprattutto per rispetto alle parole che mi ha detto la persona in questione.


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sabato, settembre 20, 2003

The road to ElDorado

Dovrebbe arrivare in televisione la prossima settimana, come prima pellicola del ciclo di film d’animazione proposto da Italia1. Nella scorsa stagione televisiva la qualità dei film proposti era davvero bassa, ricordo ad esempio gli infiniti episodi di serie tv a basso costo. mascherati da sequel. di A land before time e il peggiore film d’animazione del mondo e di sempre: Titanc, del quale mi sono bastati i topi con abbigliamento hip-pop che ballano il su una base rap sul Titanic, per svenire senza alcuna possibilità d’essere rianimato. Il primo titolo di quest’anno è molto valido, soprattutto a livello di realizzazione, si può quindi sperare in qualcosa di migliore e non in una semplice replica dei titoli già trasmessi. Riuscirò forse a vedere Principi e principesse? Spero almeno che non sia trasmesso Il principe dei mostri, stessi "realizzatori" del Titanic, sulla cui locandina si ammira un clone di Iron Man e un principe vestito come Mago Zurlì, i bambini potrebbero mostrare istinti omicidi. Venendo al film Dreamworks è purtroppo passato inosservato in Italia, ancora di più di quanto sia successo nel resto del mondo, uscito in ottobre con una promozione quasi nulla ha incassato davvero poco, forse per questo motivo l’uscita di Simbad, inizialmente prevista per ottobre era stata rimandata a Natale (decisione saggia visto l’affollamento natalizio, Simbad è, infatti, stato ulteriormente posticipato a gennaio). La qualità dell’animazione di ElDorado è davvero elevata, così come la cura dei dettagli e le scelte cromatiche; proprio sui colori del film c’è un lungo speciale contenuto nel dvd, interessante per quel che ho potuto capire, visto che purtroppo non è sottotitolato. La caratterizzazione dei personaggi è mediamente buona, un po’ debole il cattivo doppiato da Armand Assante che non ha sufficiente carisma. L’interazione tra animazione tradizionale e computerizzata è molto curata, solo il tesoro digitale è poco credibile soprattutto per spessore e consistenza. Le canzoni sono tutte interpretate da Elton John e sono coinvolgenti, su tutte si ricorda quella che apre il film; purtroppo in Italia soprattutto questo aspetto del doppiaggio, non è stato curato molto e l’interprete le appiattisce tutte. La storia ha l’enorme difetto di negare, come era successo in Pocahontas, l’olocausto di un popolo; per il resto scorre piacevolmente sui soliti temi semplificati dei film d’animazione. Infine credo che il dvd sia ora in vendita ad un prezzo davvero basso, sicuramente da non perdere per chi ama i film d’animazione.

Consigliato.


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venerdì, settembre 19, 2003

Che beeeeeeeeeello !!

 

 

 

 

 

 

 

 


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venerdì, settembre 19, 2003

The eye

Solo una breve segnalazione, visto che questo film è da poco uscito in dvd e l’ho visto ad un prezzo di lancio molto vantaggioso. Purtroppo per me. può restare dov’è, infatti, il film è stata una mezza delusione. La paura e la tensione, furbescamente proposte dal trailer, erano tutte racchiuse nel primo tempo, e solo in un paio di scene ci si potrebbe spaventare davvero, soprattutto per il solito espediente del boom sonoro. Il film sembra però un rimescolo di The Kingdom per le atmosfere ospedaliere e ovviamente, di The sixth sense. La seconda parte invece, priva di brividi, ricorda troppo The Mothman prophecies. Oltre alla scarsa originalità anche il doppiaggio, davvero scadente, peggiora il giudizio sul film, modesto e nulla più, peccato.


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mercoledì, settembre 17, 2003

Ed Wood

Preciso subito che parlo di questo film nonostante mi sia difficile prenderne le distanze giudicandolo; fino ad ora è, infatti, il film di Tim che amo di più, ho molta difficoltà a trovarci anche un solo difetto, ne apprezzo tutto a partire dalla scelta del bianco e nero, tanto che mi ha fatto una certa impressione vedere sui contributi speciali del dvd delle riprese sul set a colori. Ogni volta che lo rivedo sono attratto da aspetti sempre diversi e mi suscita emozioni e interessi sempre nuovi. E’ stato uno dei primi film per cui, ancora molto giovane, sono andato dalla mia città fino a Milano per poterlo vedere. Al cinema è stato il rapporto d’amicizia tra Ed e Bela che mi aveva molto impressionato, nei miei occhi ingenui era descritto in maniera tanto sincera che sembrava essere totalmente disinteressato. In realtà nella vita reale non è stato così, si è trattato più uno scambio opportunistico di favori, ed anche nel film in forma meno evidente si vede, ma io non ci avevo fatto assolutamente caso. Poi sono stati l’amore e la passione di Ed per il cinema a catalizzare la mia attenzione, ed ancora molto ingenuamente pensavo ad Ed come ad un discreto regista, semplicemente sfortunato, che nonostante quel poco di talento che aveva non era riuscito a farsi apprezzare. Con la successiva visione dell’originale Plain 9 mi sono accorto di quanto ero stato nuovamente ingenuo e di quanto Tim avesse infuso in Ed il talento che non aveva in realtà. Plain 9 ha una regia davvero imbarazzante, nella maggior parte del film la camera è fissa e l’azione si sviluppa senza nessun movimento. La visione di Plain 9 ha in ogni caso come effetto positivo di far vedere quanto gli attori di Ed Wood siano molto simili alle persone vere. Altra riscoperta è stata la visione successiva alla lettura del libro di Rudolph Grey. Il libro, infatti, fa scoprire molti più dettagli, brevi scambi di battute o scene molto veloci hanno retroscena che sono raccontati e acquistano quindi un valenza maggiore. Risulta anche più chiaro cosa sia totale frutto dell’invenzione e quali aspetti del film abbiamo in parte aderenza alla realtà. Nel libro poi è descritto tutta la vita di Ed e quindi il rapporto con la moglie Kathy diventa meno idilliaco e perfetto, più brutale e difficile. Il dvd è ormai disponibile da tempo e nonostante lo scarso successo del film è davvero ben fatto. Il pregio principale e che permette di apprezzare il film in tutta la sua bellezza grazie alla recitazione originale. Anche i menù sono davvero ben realizzati e molto divertenti. Inoltre i contenuti speciali esplorano in maniera completa molti aspetti del film: c’è un divertente making of realizzato sul set presentato da Depp travestito, uno speciale sui travestiti, uno sulle musiche, uno sul trucco per Matrin Landau, ed uno sulle scenografie; nonostante non superino in durata i venti minuti sono tutti da guardare. Per fortuna ci è risparmiato il commento di Tim al film, chi ne ha sentito qualcuno capirà, al suo posto interventi registrati e montati con Tim stesso ed altri membri della troupe.

Da vedere e avere.


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domenica, settembre 14, 2003

Donnie Darko

Il film in questione è ormai vecchio di due anni, infatti, come già accennavo, persino il dvd è già disponibile a prezzi super-scontati; ha avuto una distribuzione estera, in particolare è uscito sicuramente in Francia con buon successo di critica e molto apprezzato dal pubblico, per quello che ho potuto leggere. Persino qualche critico italiano che l’ha apprezzato e ponendo l’accento, in un articolo apparso qualche tempo fa su Cineforum, sull’innovazione e sull’originalità; il film era, infatti, citato tra i film di genere migliori degli ultimi anni. Fino ad ora non ha mai avuto distribuzione in sala o in videoteca e neppure la fortuna di essere almeno trasmesso sulla pay-tv, al contrario per esempio di Dark water.

Solo le poche immagini viste e la locandina erano bastate ad incuriosirmi, non avevo visto neppure il trailer ed ero completamente all’oscuro della trama e sono rimasto piacevolmente sorpreso. Il film è pervaso da un’atmosfera rarefatta e dilatata; alcune scene si mostrano come vicoli chiusi, che non hanno ad una prima visione, una precisa funzione, neppure dopo il finale del film; mi ha ricordato in parte l’aria che si respira in Mulholland Drive. Nonostante i numerosi attori famosi citati sulla locandina, la pellicola poggia unicamente sulle doti recitative del "gemello separato dalla nascita" di Tobey Maguire, e sull’originalissima visione del mondo del personaggio da lui interpretato. La caratterizzazione di tutti i co-protagonisti è invece sfuggente, le loro azioni appaiono ingiustificate e strampalate; forse perché sono filtrati dagli occhi del protagonista o forse proprio per lo spazio esiguo a loro dedicato dal regista. A pesare su queste impressioni è anche la visione in lingua straniera che in un film complesso rischia sicuramente di fa perdere scambi di battute fondamentali. Il film merita quindi una seconda visione come la meritano in contenuti speciali del dvd, in particolare le venti scene eliminate ed il commento del regista, così da poter immergersi più a fondo nel modo di Donnie Darko. Spero quindi in una futura distribuzione italiana, il film merita di essere visto, perché per quanto imperfetto, non può secondo me lasciare indifferenti.

Consigliato.


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sabato, settembre 13, 2003

Oggi sembrava una giornata positiva, piccoli segnali che mi bastano per essere contento, e mi spingono a continuare a cercare di finire, il più in fretta possibile, quello che ormai è un incubo costante. Mi è arrivato dal Canada il dvd di Donnie Darko; il dvd mi è costato solo un paio d’euro in più di quanto avrei speso andando al cinema, ed è arrivato in soli sette giorni, così finalmente, potrò vedere questo film che tanta curiosità mi ha suscitato al solo sentirne parlare. Avevo voglia di condividere con una persona speciale questa piccola gioia e le emozioni di ieri, ma ovviamente quando pensi di poter fare affidamento su qualcuno, questa persona non ha tempo da dedicarti, neanche i venti minuti di una telefonata. In fondo tu sei solo in fondo alla lista, beh ora guarderò il film sperando stemperi l’incazzatura, pronto a farmi nuovamente male da solo la prossima volta con la stessa persona.


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venerdì, settembre 12, 2003

Cabin fever, Milano 12 Settembre 2003

Le recensioni ed i commenti letti sul film, erano stati sufficienti a fornirmi un’idea sul tipo di scadente pellicola, che mi avventuravo a vedere, entrando in sala. Ma, come l’insetto di A bug’s life è attratto dalla luce, io non posso fare a meno d’essere attratto da determinate pellicole. Un "film del terrore" ha la sua principale ragione d’esistere nello spaventare chi lo va a vedere, e purtroppo, che vergogna, questo film mi ha spaventato. Non c’è nulla d’originale, nulla di interessante, nulla di sensato, nulla di memorabile; ci sono solo attori che ritorneranno presto nell’oblio, un set naturale e quintali di rosso. La paura e l’angoscia scattano però quando alla finzione dello schermo, per associazione di idee, ripenso a qualcosa di riconducibile alla realtà. Iniziamo dall’ambientazione non è tipicamente americana, come lo potrebbe essere la mega-villa dell’incipit di Scream, ma i colori e i suoni mi hanno ricordato da vicino il parco del Ticino, boschi che solitamente d’estate attraverso in bicicletta e che ora poterebbero non apparirmi più tanto gradevoli. Anche il contagio e le malattie mi provocano angoscia, sudorazione e mancanza d’aria, quindi per quanto assurda sia quella del film mi ha traumatizzato. Ed infine la sala cinematografica silenziosa e deserta può fungere da amplificatore per la paura, che non hai modo di stemperare con la tua dolce metà. Per la prima volta mi sono trovato quindi a non aver il coraggio di guardare lo schermo per colpa di questo insulso e stupidissimo film di serie Z.

Voto: 6.


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mercoledì, settembre 10, 2003

Mi sono accorto iniziando questo "giochetto" del blog, che mi viene più facile scrivere qualche riga sui film che non mi piacciono, e individuare i difetti di quelli che trovo carini, questo può essere piacevole per me, ma probabilmente noioso per chi legge. Purtroppo però mi viene più facile focalizzare l’attenzione su quello che non va, su quello che di scontato e banale c’è in un film piuttosto che elogiarne gli aspetti positivi. Quelli mi toccano in profondità, sono qualcosa di molto intimo e vicino a me; quindi molto difficile esternare e descrivere concretamente. Forse perché anche nella vita privata, nei momenti in cui ho cercato di farlo, ovvio, non solo per i film, ma per tutto quello che mi fa emozionare, ricevo quasi sempre una padellata in faccia. Sarò ovviamente io che non riesco a farmi capire, sarà che invece che gioire per me in quei pochi momenti, anche l'esiguo numero di persone con cui mi relaziono, prova solo invidia. Nessuno riesce ancora a capire una cosa per me tanto semplice e vale a dire che mi piaccia la France; ognuno ha i suoi gusti io non lo discuto, e non capisco perché sia difficile accettarlo anche per gli altri. Se a qualcuno piace una cantante e spende soldi per andare ai suoi concerti e prendere i suoi cd, o prende un libro a settimana, o passa sempre le ferie nello stesso posto di villeggiatura, non vedo perché a me sia sempre rinfacciato che spendo soldi, tempo e tutto il resto, per la France. Beh questo ha almeno la funzione di dare un minimo di spiegazione al nome del blog.


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mercoledì, settembre 10, 2003

El bosco encantado

Pessimo tentativo di emulare i successi Pixar; stranamente distribuito sul mercato italiano in un periodo molto sfavorevole appena dopo il Natale. L’animazione si dimostra imbarazzante fin dai primi secondi, facendo pentire gli sventurati spettatori di essere entrati al cinema o di aver noleggiato il dvd. Il protagonista, un’antipatica pantegana gigante, sembra volare sugli sfondi, a causa della colorazione totalmente sbagliata del pelo. Una ghianda rotola nel fango ma non lascia nessun solco dietro di sé quasi stesse scivolando nel lavandino di casa. In tutto il film, l’integrazione tra fondali e personaggi è inguardabile. Non è certo migliore l’animazione dei personaggi caricaturali che risultano sciatti e irritanti. Le storielle del film sono in realtà tre: una ha per protagoniste le pantegane giganti, la seconda gli alberi parlanti e la terza api. Soprattutto le ultime due sono tanto squallide da far sembrare capolavori le barzellette che non fanno ridere. Il montaggio, che le dovrebbe legare, sembra fatto con un’accetta: si passa dall’una all’altra con un paio di secondi di schermo nero, magari interrompendo a metà una sequenza narrativa. I doppiatori vip, Luca&Paolo, usati per lanciare il film, avevano già fatto di meglio in Emperor’s new groove. Film da bocciare sotto ogni aspetto anche l’unica sequenza cantata, in portoghese e senza sottotitoli, è solo soporifera.

Da buttare.


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lunedì, settembre 08, 2003

Equilibrium

Mi resteranno per sempre oscuri gli strani meccanismi con cui si attribuisce un raiting ad un film all'uscita sul nostro mercato. Equilibrium ha un buon numero di scene che mostrano una violenza gratuita e fastidiosa, che hanno, in parte, scosso anche me, ma il film non ha subito nessun divieto. Non c’è stata nessuna polemica, ovvio, tanto quante persone hanno potuto vederlo? A Milano è stato proiettato la bellezza di sette giorni sette; fuori del cinema non c’erano neppure le foto della pellicola che di solito accompagnano la locandina, credo fosse già impressionante il fatto che le frasi di lancio sulla locandina stessa, erano state tradotte. Forse i vari comitati dei genitori non hanno avuto il tempo materiale di fare polemiche, forse le polemiche le fanno solo quando possono attirare attenzione su di loro, e da giugno a settembre l’Italia è chiusa per ferie, e nessuno li avrebbe pubblicizzati. Sempre riguardo al raiting non si sa mai, nel momento in cui si entra in sala, se si assisterà ad una pellicola accorciata per richiamare più pubblico o meno, davvero uno strumento utile e equilibrato.

Ritornando al film, Equilibrium è un film modesto realizzato con un budget modesto, le scenografie e gli effetti speciali sono adeguati, gli attori un po’ meno probabilmente al momento di sceglierli i soldi erano già finiti. Il difetto maggiore è comunque che non c’è nulla d’originale: la trama rimescola, infatti, tematiche, ambientazioni e situazioni viste già in altri film senza mai mostrare qualcosa d’innovativo neppure a livello di regia. Il maggior interesse dello spettatore può essere quello di capire da quale film di volta in volta hanno spudoratamente copiato e che cosa. Nonostante tutto questo il film è scorrevole e si lascia vedere senza annoiare, lascerà un ricordo sbiadito come i toni della pellicola, ma non disgusterà. Ultima nota per le solite voragine di sceneggiatura: in una casa invasa dalla polizia che cerca delle fiale, come può un bambino girare liberamente con in mano una decina di suddette fiale? Come si può nascondere un animale, proibito per legge, alle persone che vivono con te?


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sabato, settembre 06, 2003

Finding Nemo

Innanzi tutto un ulteriore grosso ringraziamento alla persona che mi ha permesso di vedere, con una qualità video da dvd e con sottotitoli in francese, questo film, che tanto attendevo, con almeno tre mesi d’anticipo. Ora non vedo l’ora di poterlo vedere sul grande schermo e di sentire, in italiano, tutto le battute che mi sono in ogni caso perso.

La qualità dell’animazione è sempre sbalorditiva; se in Mosters Inc. erano i peli di Sulley ad aver fatto correre fiumi d’inchiostro visto che erano citati in ogni articolo, in questo film sarà l’"effetto acqua" quello che per me è riuscito meglio e conferisce credibilità a tutte le scene ambientate nell’oceano. Nulla da aggiungere se non che aspetto di vedere il confronto dei prossimi anni tra i prodotti Pixar e quelli d’animazione computerizzata Disney.

Il film fa per me un passo avanti rispetto al precedente che ha segnato per ora il punto più basso tra i cinque lungometraggi Pixar, gli altri tre e soprattutto A bug’s life restano però insuperati. Nemo soffre in parte del difetto di Mosters Inc.: in pratica i personaggi, di cui si approfondisce la personalità e il carattere, e che hanno il tempo di entrare nel cuore degli spettatori, sono pochi rispetto al totale dei personaggi che si vedono. Nel già citato A bug’s life i protagonisti erano una decina, tutti ben caratterizzati e approfonditi, presenti per la maggior parte della durata del film, in questo caso invece, molti bei personaggi, su tutti Bruce, hanno ruoli marginali e compaiono solo in bervi sequenze a loro dedicate. Il film poi al contrario dei precedenti, è meno caratterizzato dai toni della commedia, ci si diverte e si ride, soprattutto con Doris, ma sono la vicenda emotiva e la ricerca ad avere un ruolo predominante, i titoli di coda prendono le distanze da quelli delle ultime tre pellicole, da vedere come sempre ma differenti.

Finding Nemo resta lo stesso un gran film, peccato che sul mercato europeo esca così in ritardo, quando sarà già disponibile il dvd r1, e rischia soprattutto in Italia di essere schiacciato da altre pellicole, si pensi al fatto che Viaggio in India sarà considerato, come le precedenti fotocopie, un prodotto anche per bambini. Un appello: se lavorate in una multisala o in un cinema, e il giorno di Natale avrete una folla di persone che vogliono vedere il coso di Boldi, fate loro del bene e rifilategli un biglietto per Nemo, magari impareranno cos’è un film.

Da non perdere.


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giovedì, settembre 04, 2003

Pirates of the Caribbean: the curse of the Black Pearl, Cerro Maggiore (Mi) 4 Settembre 2003

Per essere un film nato e pensata perché c’è un’attrazione a Disneyland con questo nome, anche se è difficile individuare cose ne è rimasto, è un ottimo film; per essere un blockbuster americano è un ottimo film; per essere un film, è un discreto film.

Vale la pena di sottolineare prima di tutto quello che per me è stato l’aspetto più sorprendentemente del film, e vale a dire il commento musicale. Ogni motivo è coinvolgente, magico, incalzante, e sorprendente, capace di sottolineare, con grande efficacia, tutte le diverse situazioni. Gli altri aspetti tecnici sono realizzati alla perfezione (costumi, scenografie, trucco); sono stati spesi davvero bene i soldi investiti. Unico appunto sugli effetti Cgi utilizzati per creare i pirati fantasma non sorprendono lo spettatore, troppo ben abituato alle continue evoluzioni della tecnologia, e i pirati ricordano da vicino le mummie di recente memoria.

La regia risulta discreta, come spesso accade nelle grandi produzioni, in cui bisogna accontentare i desideri dei produttori, mi viene in mente ad esempio Planet of the apes; Verbinski non ha particolari o originali intuizioni ma non ci sono neppure sbavature.

Come troverete scritto in ogni recensione, Johnny Depp è la vera anima del film, il vero motore, come sempre dimostra di saper recitare; stranamente riesce a far ridere anche col doppiaggio italiano ma sarà sicuramente eccezionale in lingua originale. Di certo se ne accorgeranno i membri dell’Academy che gli tributeranno l’ennesimo Oscar.

L’unico punto debole è la trama che risulta elementare rispetto, ad esempio, ad un film più maturo come Hulk che si presta a varie chiavi di lettura; c’è forse qualche lungaggine di troppo che potrebbe annoiare qualche spettatore il film resta comunque un’ottima commedia d’avventura.

Voto: 7½


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mercoledì, settembre 03, 2003

Irreversible

Capolavoro o immonda schifezza?

Beh conviene dirlo subito per me vale la seconda. Ho visto il film solo perché è una pellicola francese e perché l’involontaria comicità di un auto-doppiaggio della Bellucci, può essere un ottimo antidepressivo, ma soprattutto perché conosco una persona tanto pazza che aveva il film da prestarmi.

I primi venti minuti sono scanditi da una sola ossessiva battuta ripetuta fino alla nausea; nausea che provoca anche la regia, che sarà anche originale, ma aggiungerei per fortuna, perché se tutti i film fossero così starei male ogni volta che ne vedo uno. Poi altro tocco tanto originale, per chi ancora non lo sapesse, è che Noè ha visto Memento e ha dichiarato di aver apprezzato molto il modo in cui si raccontava la storia; così ha deciso di montare il suo film nella stessa maniera, partendo dalla fine e ritornando indietro, non perché sia funzionale alla sua storia, come lo era in Memento, ma semplicemente perché gli piaceva.

Dopo un po’ di inutile violenza compiaciuta si arriva alla lunga scena di stupro, tanto pubblicizzata per lanciare il film, la cinepresa si blocca, questa scena dovrebbe disturbare, scuotere lo spettatore, a me ha fatto solamente sbadigliare. Da qui in poi si cala nella noia totale passando da una scena inutile all’altra; solo i genitali di Cassel e il seno della Bellucci servono per far aprire gli occhi al pubblico un po’ più malizioso, che poi può riaddormentarsi tranquillamente.

I dialoghi e molte delle scene sono state improvvisate sul set, secondo quanto dichiarato nelle interviste, e indubbiamente si vede; questo dimostra che il regista non aveva nulla da comunicare ma aveva solo qualche scena violenta da mostrare, se però nel film volete leggere un’accusa al degrado della nostra società, una dimostrazione della brutalità dell’uomo o altri temi di alta caratura, fate pure io passo oltre.

Se può considerasi una nota positiva la Bellucci non pare piovuta sul set da un modo alieno, o forse nel giudicarla sono stato mosso a compassione per quello che le succede? Bah…

Altamente sconsigliato.


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