Ile de France
domenica, agosto 31, 2003
Spirit: stallion of the Cimarron
Film d’animazione atipico per il linguaggio cinematografico, un po’ più scontato per lo sviluppo del racconto.
La sequenza d’apertura è uno dei momenti più alti di tutto il film ed una delle sequenze d’animazione più memorabili viste in un film d’animazione, anche se può ricordare quella di The lion king. Il formato panoramico esalta al massimo l’idea di immensi spazi aperti simbolo di libertà, tema portante del film, e anche il tappeto musicale sottolinea e sublima il lavoro degli animatori. Spero vi siate goduti il film al cinema ne valeva davvero la pena.
Visivamente il film si mentiene su ottimi livelli per tutta la sua durata, senza presentare scene poco curate o animate frettolosamente; l’integrazione tra sfondi digitali e animazione tradizionale e molto buona mostrando una continuità cromatica e di luminosità. I colori sottolineano lo stati d’animo di Spirit alla perfezione, partendo da quelli caldi, come il giallo e il rosso, per arrivare a quelli freddi delle scene con la neve; colori che sono stati alla perfezione riversati sul dvd.
La colonna sonora dopo un ottimo inizio si assesta decisamente sullo stesso registro, non mostrando quindi una varietà particolare. Buona la prestazione vocale di Bryan Adams che si adatta alla perfezione alla voce originale di Spirit, imbarazzante e semplicemente inascoltabile Zucchero, che stravolge completamente ogni canzone.
Portare avanti la narrazione solo con dei nitriti deve esser stata una ardua impresa, ottimamente risolta da sceneggiatori e anche grazie all’apporto degli animatori che hanno fatto reggere tutto il peso della comunicazione agli occhi umanizzati dei cavalli. La trama invece pecca di buonismo, nonostante il messaggio ecologico lanciato, che non nuoce mai soprattutto se viene dalla una nazione come gli Usa; infatti sembra far intendere che un semplice cavallo ha salvato la distruzione del suo ecosistema, difetto che era già presente nella chiusura di Road to Eldorado.
Il dvd presenta un’ottima qualità video; l’audio originale, come nella stragrande maggioranza dei casi, è per scelta delle voci nettamente superiore. Solo sufficienti gli extra che presentano un lungo speciale su come disegnare Spirit, abbastanza rpetitivo e poco interessante, e restanti speciali di durata esigua, manca anche il bel trailer. Un vero peccato.
Consigliato.
sabato, agosto 23, 2003
The Black Cauldron
Giustamente o meno considerato il peggiore film d’animazione realizzato dalla Disney fino ad ora, questo film esercita su di me un grande fascino. E’ uno dei pochi titoli nuovi che da bambino i miei genitori mi hanno portato a vedere al cinema, la Disney non sfornava infatti classici come fossero pagnotte, le vhs erano solo un lontano miraggio e la Disney proponeva le re-release.
La trama fa sorridere per la sua inconsistenza, i suoi vicoli ciechi; si ha l’impressione che gli sceneggiatori si siano dimenticati una battuta un passaggio che rendano omogeneo il prodotto. Visto in questo periodo sembra più che mai essere una sorta di riduzione e rivisitazione della famosa opera di Tolkien, per proporla ad un pubblico infantile. Nonostante i suoi enormi difetti è comunque un film fascinoso, misterioso ed intenso; forse per la presenza, unica e rara, di corpi in decomposizione, di fondali inquietanti e tetri, di un cattivo diabolico.
L’animazione risente molto del tempo passato; si sorride in molte scene per gli evidenti limiti che questa mostra, su tutte mi viene da citare l’esplosione del castello o inquadrature di primi piani in cui i movimenti facciali sembrano quantomeno semplicistici.
Forse è però questo spirito artigianale che rende il risultato finale godibile ed interessante; pregio che non avranno più i nuovi film realizzati esclusivamente in 3d.
Il film è disponibile in vhs, sconsigliatissima dato il formato 70mm della pellicola originale, e anche in dvd, che pur presentando il film nel formato corretto e dandoci la possibilità di ascoltare le voci originali è molto scarna a livello di extra e anche la qualità dell’immagine dalle recensioni che ho letto non sembra essere esaltante.
Speriamo in una futura riedizione, magari con tutte le scene tagliate che hanno fatto lievitare il budget e con un bel documentario sulle difficoltà della produzione.
venerdì, agosto 22, 2003
Essendo impossibilitato ad andare al cinema ancora per un po’, rischiando così di perdere dei capolavori
- Brother bear, penultimo film d’animazione tradizione che realizzeranno i Disney’s studios L
- Finding Nemo , che da noi (come in France) uscirà quando sarà già in vendita da un mese il dvd R1.
- Lxg: League of extraordinary gentlemen
- The cat in the Hat




Ci sono anche altre pellicole che mi piacerebbe vedere, da Pirates of the Caribbean fino a Cantando dietro i paraventi ma senza questa grande frenesia.
Cito infine due pellicole per cui manca ancora davvero molto, non sono infatti ancora disponibili neppure i trailer, usciranno infatti solo la prossima estate, ma anche qui la voglia di vedere questi due film è davvero molta:
- Spider-man 2, anche se le prime immagini del Doctor Octopus mi hanno lasciato un po interdetto
- Van Hellsing
martedì, agosto 19, 2003
E’ orm
ai tardi per fare i bilanci, visto che dal 14 Agosto e iniziata la nuova stagione cinematografica dopo almeno 4 settimane di nulla, ma volevo segnalare quello che per me è stato IL film dell’annata 2002-2003 e cioè Etre et avoir, è bello vedere come ogni anno in Italia si spendono soldi per le cose di Boldi&Co, mentre appena vicino a noi si trovano i soldi per produrre progetti tanto emozionanti quanto intelligenti.
venerdì, agosto 15, 2003
Final destination 2, Cerro Maggiore (Mi) 14 Agosto 2003

Che sia un filmetto di serie B lo si capisce già dalla visione del trailer o scorrendo la lista del cast tecnico ed artistico. Il primo film soffriva dello stesso difetto dell’altra opera di Morgan&Wrong, era molto buona l’idea iniziale ma a questa nulla si aggiungeva e quindi era un idea buona per essere sviluppata in un telefilm della durata di 40’, ma che sa di brodo allungato sul grande schermo.
Seguendo le regole dettate in Scream2, nel seguito ci devono essere più morti e si deve vedere più sangue, il film non delude sotto questo punto di vista ed è anche girato discretamente, l’incidente autostradale su tutti, ma se solo porti il cervello al cinema con te questo comincerà a ribellarsi.
Per quale motivo la protagonista ha queste visioni?
Perché arrivano sempre e solo al momento giusto per far proseguire la trama?
Quanto sono stati pagati dalla Apple?
Perché una persona in isolamento volontario decide di uscirne dopo essere stata insultata da una sconosciuta?
Tutte quelle precauzioni sull’isolamento e poi ha un monitor con lo schermo in vetro alimentato dalla corrente?
Perché muore così stupidamente?
Aveva forse già deciso di non firmare per il terzo capitolo?
Da quando gli inceneritori per i cadaveri si trovano in strane case avvolte dalla nebbia?
Come colpisce la morte?
Qualcuno ha capito la spiegazione data nel film?
Se al fine di evitare 1 morte ci deve essere 1 nuova vita, perché un bambino dovrebbe salvare 7 vite?
Che senso ha la scena dell’annegamento?
Se riuscissi a rispondere a queste domande sensatamente forse apprezzerei di più il film, dal quale preciso non mi aspettavo comunque nulla di più; ancora non mi spiego però perché finisca con una scena comica.
Voto:5
venerdì, agosto 15, 2003
Simbad: legend of the seven seas, Avignon 25 Luglio 2003
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Da una parte la forma dall’altra l’anima.
Semplicemente spettacolare. Colori vividi, animazione fluida, personaggi visivamente ben caratterizzati, come eravamo stati abituati dai tempi di The prince of Egypt. L’integrazione tra animazione tradizionale e Cgi, come è già evidente dal semplice trailer, è un passo indietro rispetto a quella di Spirit. Mentre i mostri mitologici non sono ben integrati le trasformazioni di Eris e le sirene, hanno lo stesso strabiliante effetto di meraviglia e perfezione del braccio cybernetico di Lon John Silver. Anche i fondali sono ben dettagliati ed hanno la stessa lucentezza dei personaggi, col solo difetto che Siracusa sembra più una città araba non utilizzata in Aladdin. Il cast vocale francese: Monica Bellucci anche col doppiaggio in lingua francese mostra molti dei difetti, evidenziati al grande pubblico con Matrix Reloaded, ma già presenti dai tempi de Le pacte de loups, quando si autodoppia in italiano; ma come per la recitazione in lingua francese, che si presenta però un gradino sopra a quella italiana, anche nel doppiaggio c’è qualcosa di migliore. Nulla da dire sul resto del cast azzeccato alla perfezione. Le musiche non rivestono il ruolo fondamentale che avevano nei precedenti Dreamworks quindi nessuna particolare segnalazione, sono risultate nella norma di una produzione di questo genere.
La trama è invece abbastanza scontata difetto su cui si può soprassedere in un film d’animazione di 70’ rivolta ad un pubblico in massima parte infantile o pre-adolescenziale; ma è la caratterizzazione dei personaggi e il modo in cui intrecciano le loro relazioni che ha un sapore scontato e stantio. Nessuno è davvero memorabile o originale.
Un vero peccato comunque che a causa del clamoroso flop , la Dreamworks abbia chiuso il suo settore produttivo dedicato all’animazione tradizionale, una grave perdita dopo il blocco subito da Don Bluth. Apprezzo molto anche i film d’animazione in Cgi soprattutto i Pixar e l’opera prima dello studio Blue Sky, ma allo stesso modo trovo terribili i due prodotti Dreamworks e l’ibrido prodotto dalla Disney con Dinosaur; ma vedere che in Usa si abbandoni in maniera definitiva l’animazione tradizionale (pare che anche il futuro della Disney dipenda esclusivamente dal successo di Brother Bear) mi lascia una profonda tristezza.
Voto: 6
venerdì, agosto 15, 2003
Les triplettes de Belleville, Nice 21 Luglio 2003

Già dalla prima parola mi trovo in imbarazzo su come parlare di questo film, sono ormai passate tre settimane dalla visione ma non sono stato capace di cristallizzare ed isolare le emozioni che mi ha trasmesso. Forse perché quando sei in viaggio ricevi milioni di stimoli nuovi che ritorno a casa devi ancora metabolizzare e gestire e quello che il film mi ha lasciato è perso in questo fiume in piena.
Ritornando al film; la sua visione è stata in parte funestata dalla malefica Praderio, nella quale sono incappato, e che, data la mia scarsa prontezza di riflessi, aveva già spoilerato tutto lo spoilerabile prima che fossi in grado di togliere l’audio. La trama del film pur essendo molto originale rispetto ai classici film di animazione degli studios hollywoodiani, non è molto complicata ed essendo il film scandito da un ritmo di narrazione lento, per colpa della Praderio sapevo già tutto quello che sarebbe successo dall’inizio fino all’ultima scena prima dei titoli di coda, e credo che sia un po la causa della pesantezza che ho sentito in certi punti.
Dal punto di vista tecnico l’animazione è adatta al film: è caricaturale ma non mostra mai la debolezza a causa dello scarso budget che per i prodotti italiani è evidente persino alla semplice visione del trailer. Le musiche sono coinvolgenti e perfettamente adatte allo spirito del film, su tutte la melodia delle Triplettes. Anche i personaggi sono simpatici, interessanti, ma anche surreali tanto da lasciare molto interdetti per le loro azioni e per il loro agire. Nulla ci viene detto su di loro, ad esempio perché la "nonnina" ha una gamba più corta dell’altra?
Un prodotto intelligente, originale, in cui la sottile ironia è una componente fondamentale.
Voto:7